Strade chiuse (e un ps)

“Troppe strade chiuse, per troppo tempo. La chiusura delle strade non è stata comunicata bene. Una città sequestrata per due giorni da una corsetta di due bici. Vai ora ci sono le Strade Bianche e va tutto bene, torna anche il Monte dei Paschi. Ovvia, ora sono finite le Strade Bianche si può ricominciare a pensare”. Mi dispiace, ho già anticipato tutti i temi che saranno messi sul tavolo “politico” o sui social dai tuttologi fra domani e domenica sera, al più tardi lunedì; naturalmente, in molti casi, trincerandosi dietro il dito della libertà di espressione e di critica (e dell’iodicoquellochemipare, mentre per tevatuttobene). Libertà che peraltro non sono sancite da questo blog, ma dalla Costituzione. Probabilmente chi l’ha scritta si rivolta nel loculo tutte le volte che è chiamato in causa in questi casi: libertà di pensiero e di critica non significa aprire bocca (o pestare su una tastiera) e sparare a casaccio. Ciò detto, tutto sarà migliorabile, ma tutto va visto nel contesto generale. E’ addirittura stancante ricordare come per due giorni Siena sarà al centro del mondo per una gara che ha raggiunto una visibilità, per l’appunto, mondiale. Ed è diventato perfino banale e scontato (basterebbe fare un giro degli alberghi…) sottolineare tutto l’indotto che portano eventi del genere: non solo per la gara “pro”, ma anche per i cinquemila iscritti alla Gran Fondo del giorno dopo (gran parte dei quali vengono da fuori regione e che portano come minimo altrettanti accompagnatori). Merito di questo o dell’altro? Non è interessante. E’ interessante tutto il resto. Ecco vorrei che l’analisi, anche la critica, tenesse conto di ogni aspetto, ma capisco come sia più facile sparacchiare a casaccio sui pruriti e i mal di pancia della scimmia nuda.

Ps: condanna a Denis Verdini. Uno che a Siena ha passeggiato parecchio. E non solo in piazza Salimbeni, anche se qualcuno se ne scorda….prima o poi glielo ricorderemo, anche da questo blog.

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2 risposte a Strade chiuse (e un ps)

  1. Pingback: BIGLIETTERIA | La Martinella di Siena

  2. carlo cocchia ha detto:

    Piaccia o non piaccia ( ed ai più, mi sembra, piace ) ormai si tratta di un evento che ha raggiunto risonanza internazionale; lo dimostrano quante emittenti lo riprendono e trasmettono, l’aspetto agonistico con un ordine d’arrivo reale e pure quello turistico con 5000 amatori ed almeno altrettanti accompagnatori; speriamo che almeno non si siano portati da casa anche l’acqua per le borracce…
    Dopo la devastazione del tessuto socio/economico cittadino, questa è una delle ultime occasioni rimaste per dare lustro alla nostra città ed al nostro territorio. Anzi, più che di occasione rimasta, è corretto parlare di occasione creata dal nulla ( e l’Assessore allo Sport sa bene a cosa mi riferisco, visto quante volte abbiamo affrontato l’argomento quando di tutto ciò esisteva soltanto una impareggiabile location ), pur nella provincia toscana maggiormente depressa da un punto di vista ciclistico.
    Ma se è vero come è vero che questa è diventata la Festa del Ciclismo, sarebbe bello che Festa lo fosse davvero anche per tutta la città; magari l’Amministrazione Provinciale potrebbe provare ad appellarsi alla sensibilità dei vari Direttori Didattici per tenere chiuse le scuole, risolvendo tanti problemi logistici di spostamenti vari e, perchè no ?, permettendo pure ai ragazzi di potersi godere l’evento a tutto tondo. A quella dei vari Priori perchè nel w.e. si riuscisse a tenere aperti i Musei delle Contrade; oppure potrebbe concedere libero accesso gratuito ai mezzi pubblici, ai parcheggi, ai siti artistici ed ai vari musei cittadini.
    Certamente le casse comunali ne risentirebbero un pochino ma potrebbe trattarsi di un ulteriore incentivo teso a favorire ancor più presenze turistiche, a tutto vantaggio dei vari esercizi commerciali e strutture alberghiere della città.
    E magari, se non fosse veramente chiedere troppo, magari, commetterlo pure con la maratona podistica della domenica prima.

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