Lavoro e futuro

Statistica interessante quella apparsa sul web alcuni giorni fa (occupazione) sul lavoro in provincia di Siena, secondo cui il territorio sia fra i migliori della Toscana. Al di là dei catastrofismi da social e da web, dunque, pare (il dubitativo è d’obbligo) che la situazione non sia così drammatica da queste parti. Non credo, tuttavia, che il futuro sia così roseo per cui sia possibile sistemare il cuscino e addormentarsi sopra a questi numeri. Secondo alcune teorie del presente, che indubbiamente si rifanno a quelle keynesiane, viviamo, in estrema sintesi, in un’economia globalizzata che è un corto circuito: la tecnologia restringe l’occupazione, mentre l’età pensionabile aumenta e gli orari di lavoro poco remunerati lo stesso, con la conseguente creazione di disoccupati sopra i 50 anni. Per risolvere questa situazione – sempre secondo alcuni teorici – bisognerebbe “semplicemente” redistribuire il lavoro (e quindi la ricchezza) e quindi diminuire gli orari di lavoro. Paradossale, forse “di sinistra”, ma drammaticamente vero. Ora da qui a dire (come dice De Masi che per me porta avanti una teoria aberrante sul lavoro gratuito) che il futuro sarà dei disoccupati ce ne corre. Credo che la questione sia molto più “pratica”, soprattutto se legata al territorio. Il problema vero per Siena e provincia, infatti,  non mi pare tanto su un presente tutto sommato non drammatico, ma su una visione (che di visionario abbia poco e di pratica tanto) di futuro. Difficile pensare, infatti, che la banca sia ancora fucina di posti di lavoro e di occupazione, comprendendo con questi aspetti anche tutto l’indotto (leggi aziende correlate al “monetario”). Quindi? Più volte si è parlato di due settori come turismo e scienze della vita come possibili e financo necessari sbocchi ; adesso che stiamo per vivere una stagione di campagna elettorale, però, la questione reale diventa una risposta concreta, pratica, vera, a trecentosessanta gradi. E cioè come supportare concretamente – non mi stancherò di scriverlo – questi settori, senza teorie che vadano dall’ago al milione? Quali saranno le proposte dei candidati e dei politici nei prossimi mesi a queste domande/questioni? Ovviamente nessuna, perchè assisteremo a dibattiti sul chi c’era prima, dopo, durante.

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