Una scopa appesa

Una scopa appena alla finestra, con la spazzola in alto e il manico in basso. Alcuni panni che penzolano da minuti stendini, bistrattati dal vento e accarezzati dal sole. Questa è una delle immagini che mi sono rimaste più impresse durante la visita al carcere di massima sicurezza di Ranza, a San Gimiginano, per la conclusione dell’anno scolastico dei corsi organizzati in collaborazione con l’istituto Ricasoli. Per la prima volta sono entrato in una casa di reclusione di quel livello e, al di fuori della demagogia o della banalità, le sensazioni, le immagini, sono state diverse e controverse. Quella scopa: il simbolo di una libertà soffocata, ristretta, costretta. Di una vita da vivere in pochi metri quadrati, con orari, ordini stringenti, regole. Una vita soffocata, in cui l’ora di aria, la lezione, la partitella, l’area verde, la lucidatura del pavimento diventano le boccate di ossigeno da prendere a pieni polmoni per riuscire ad arrivare in apnea a quelle successive. Non giudico il perchè. Lo hanno già fatto altri: chi è lì c’è perchè ha un debito, pesantissimo, con la società. Fotografo le sensazioni. Come l’atmosfera cupa e per certi versi tesa ad ogni barriera e ad ogni cancello o sbarra da superare, con i controlli che ti appaiono perfino troppo minuziosi, perchè non sei abituato a comprendere quello che c’è o non ci può essere al di là di quella porta blindata. Ed anche la rigidità degli agenti di Polizia Penitenziaria, nei cui occhi leggi però l’esperienza del quotidiano: una continua riequilibratura, anche psicologica, fra autoritarismo necessario per convivere con quella voglia di ossigeno e umanità perfino compassionevole, necessaria pure per la propria tranquillità. O il sorriso quasi ostentato degli operatori esterni, a contatto con i tanti mondi interni, una via di mezzo fra esorcismo e serenità da trasmettere. E’ un universo a parte: si sbarca su un altro pianeta, con leggi di gravità che cambiano e diventano pi pesanti o più leggere a seconda dello spazio, del luogo, del momento. Serve per capire, non per giudicare.

Ps: per chi volesse rivedere la trasmissione, questo è il link (Il Bianco e il Nero) .

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