Biglietto

A volte credo proprio che per questo tipo di società ci siano poche speranze. Per fortuna è un pensiero effimero, anche se torna spesso a galla. Mi attirerò diverse critiche con questo post, ma non è così’ importante (“Spiacere è il mio piacere” cantava Guccini). Ho raccolto grande indignazione per la multa comminata alla anziana signora su un autobus cittadino, il cui biglietto era scaduto da quattro minutoni. Indignazione “riassunta” con i “click” agli articoli (ad esempio sul sito di Radio Siena Tv) e con commenti su Facebook, che, ovviamente, rientrano nella libertà di pensiero (e di lettura). Intendiamoci: l’episodio è assolutamente da raccontare prima, da condannare poi; è giusto analizzarlo a trecentosessanta gradi ed esprimere tutta la solidarietà del caso. E’ ovvio che fra applicare alla lettera una norma o creare un precedente o lasciare che nessuno paghi il biglietto ce ne corre: un minimo di tolleranza o di buon senso sarebbero graditi. Altra cosa è sparacchiare a casaccio su: extracomunitari “sudici” (cito), zingari, rumeni, albanesi, controllori, dirigenti Tiemme, pinchi palli e semproni. Scagli il primo biglietto chi da ragazzo (senese e italiano) non ha provato almeno una volta a salire sul “tramme” senza tagliando. Ma al di là di tutto questo, non vedo la medesima indignazione (espressa con i medesimi click e commenti) per cose – con tutto il massimo rispetto – che appaiono se non più gravi perlomeno con un coinvolgimento maggiore di persone. E questo denota se non altro una certa incoerenza. E’ un problema della società? E’ un problema di noi giornalisti? Difficile dirlo. Per fare un esempio – senza cadere nel facile populismo – la prossima settimana la Bce, la Ue e il tesoro (ho omesso volutamente Siena) licenzieranno il nuovo piano industriale di Monte dei paschi che – con tutti i se e i ma del caso – fa trapelare dubbi abbastanza importanti sul coinvolgimento degli obbligazionisti – nonostante le rassicurazioni passate del governo – e sugli esuberi. Oppure, per fare un altro esempio, la politica – di qualsiasi colore – senese che, in campagna elettorale già avviata, ancora non ha tirato fuori proposte concrete per il lavoro e l’occupazione, proprio in relazione all’ormai addio della fucina di Rocca Salimbeni in tale contesto. Capisco siano argomenti più complicati da affrontare in un commento sui social. Ma uno sforzo di tutti non sarebbe male.

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Una risposta a Biglietto

  1. Verissimo, e più che trapelare i dubbi si stanno palesando certezze, preventivate:
    http://losmemorato-ilblog.blogspot.it/2017/05/bad-bank-alla-spagnola.html
    ma, e concordo, per i depositari dei simboli partitici sono temi troppo complicati da affrontare mentre i civici invece di rinsaldarsi intorno ai successi si dividono sui malintesi. Pazienza, c’è tempo e sarà (un) galantuomo.

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