L’orto del vicino (e quattro ps)

Da una situazione di crisi ad un’opportunità. Io interpreto così l’iniziativa presentata in via Pantaneto che ha portato alla produzione del pezzo rap “Dacci Retta” (vi invito ad ascoltarlo). Come ha spiegato l’ideatore del progetto Marco Zatarra Ottavi, si è partiti da un brutto episodio (un diverbio pesante fra contradaioli e studenti) dei mesi scorsi per creare un laboratorio all’interno del Santa Chiara Lab dell’Università di Siena che arrivasse certo a produrre il pezzo musicale, ma soprattutto che facesse riflettere a tutto tondo sul rispetto reciproco, sul guardare le cose a trecentosessanta gradi ed aprire la propria mente. Non è facile vedere allo stesso tavolo istituzioni, Contrada, studenti. E non è solo un concetto “di facciata”, ma l’avvio di un percorso, che personalmente ritengo l’unico percorso possibile per arrivare ad una soluzione che tenga conto di tutte le parti in causa. Come ripetuto allo sfinimento, sul centro storico di Siena vertono troppe necessità, spesso (sempre) in contrasto fra loro. Non se ne può uscire se non con un confronto, anche serrato, ma costruttivo. Se ci chiudiamo tutti nei rispettivi orticelli diventa un problema: anche perchè spesso per uscire di casa, spesso tocca calpestare l’orto del vicino. Spesso, cioè, si rischia di cadere in contraddizione: prendiamo esempio da qualche forza politica che passa dall’inneggiare alla “movida” o al “proibizionismo” a seconda del vento.

Ps uno: torno solo per un attimo sulla proposta del Movimento Cinque Stelle sulla chiusura di Piazza per il rischio terrorismo, solo per chiarire (ulteriormente) alcuni concetti. La proposta c’è, è vera e confermata; è in un atto “pubblico” (mozione ai capigruppo) e sarà discusso in consiglio comunale (luogo pubblico); nessuno ha “interpretato” niente, solo letto: i giornalisti cercano e danno notizie (funziona così). Il resto del “di tutto e di più” che ho letto nei “dibattiti” su Facebook lo lascio lì, ho già ampiamente spiegato tutto nei post precedenti.

Ps due: per la serie “se fai qualcosa non va bene” e “se non la fai va male”, Siena si candida a Capitale europea dello Sport (leggi qui) . Mi sembra un buon tentativo – che ovviamente non risolve tutti i problemi della città -, ma naturalmente qualcuno urlerà al “gomblotto” oppure la butterà su “ovvia così siamo tutti sportivi e in forma e va tutto bene”.

Ps tre: per me è un onore e mi hanno molto piacere essere citato (ben due volte…) nel “Bullettino Senese di Storia Patria”. Un grazie al direttore Duccio Balestracci, al presidente del Comitato scientifico Giuliano Catoni e al mio prof Maurizio Boldrini.

Ps quattro: interessante il legame fra  Pietro Mele (socio di minoranza Robur, protagonista della querelle con l’attuale azionista di maggioranza Anna Durio) e l’annunciato nuovo socio della Mens Sana Macchi, che dovrebbe rilevare oltre il trenta per cento della società biancoverde.

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