Campanelli e giovanili (e tre ps)

Piccola digressione nel mondo del basket nostrano, nonostante ci siano colleghi (Giuseppe Nigro su tutti) più informati. Dopo le numerose novità in casa Mens Sana, con l’ingresso di Sound Reef prima e della famiglia Macchi poi, con i cambiamenti all’interno del cda e la nomina di Guido Bagatta come presidente quindi, squilla l’ennesimo campanello d’allarme: è quello suonato dalla Polisportiva (leggi qui) sul progetto del Basket Academy. Non è il primo che arriva dal socio di minoranza, “titolare” però (con oneri e onori) del settore giovanile biancoverde: l’accordo dello scorso anno prevedeva un compartecipazione del settore basket (“Abbiamo atteso con pazienza e con un notevole sforzo finanziario che la Mens Sana Basket riuscisse a reperire le risorse necessarie per dar seguito a quanto concordato nelle convenzioni sottoscritte all’inizio della passata stagione sportiva; a tutt’oggi stiamo ancora pazientemente aspettando”) ed è evidente che su queste basi ci si deve porre anche per la prossima stagione. I nuovi amministratori avranno certo bisogno di un pò di tempo per capire, ma è pur vero che le stagioni (anche delle giovanili) nascono adesso e a tale progetto, valutata la sostenibilità, bisogna dare continuità. Detto in soldoni (per l’appunto…) cioè capire se gettare al macero un disegno che ha comunque permesso la ricostruzione del settore giovanile, grazie a professionalità come quella di Michele Catalani, o se scegliere altre strade. Semplice.

Ps uno: per la Siena Tafazzi che spesso fa riferimento al “degrado”, consiglio di fare qualche gita estiva nel “Sud” italiano (inteso come periferie, non come collocazione geografica) prima di aprire bocca a vanvera. In alternativa è interessante la mini serie “Skampia” su Youtube.

Ps due: riferito al post di ieri è da leggere questo articolo di Saviano (La Repubblica). Magari non tutti gli incendi in Toscana sono riferibili a questo, ma siccome noi senesi vediamo sempre l’erba del vicino più verde…

Ps tre: vogliamo parlare degli “editoriali de’ noialtri”, coloro a cui viene in mente una cosa e la vergano sulla tastiera, spacciandosi, per l’appunto, per “editorialisti”? Non ne parliamo, è meglio.

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2 risposte a Campanelli e giovanili (e tre ps)

  1. Andrea ha detto:

    Caro Fanali lei scrive giustamente “valutata la sostenibilità”, ma questa sostenibilità a quanto ammonta? Perché sarebbe interessante comprendere i costi che il settore giovanile, così strutturato, ha e ancor più i ricavi che ne derivano, oltre a informarsi sulla futuribilità di un’operazione del genere, leggi alla voce “premi nas”, cioè quei rimborsi (mi passi il termine) che la federazione elargisce alle società per la formazione dei giovani cestisti una volta che questi spiccano il volo verso società professionistiche e semiprofessionistiche. Attenzione, la federazione premia dopo tre anni di formazione continuativa nella stessa società e lo fa per quei giocatori che durante il triennio siano stati legati da un vincolo alla società, non certo per quelli agganciati in prestito per andare a fare i tornei in Europa, meno che mai per quelli che sono gestiti in proprio dai genitori.
    Se è vero che la polisportiva non può accollarsi ulteriormente una simile gestione e che la basket, Soundreef o Melemacchi che sia diventata oggi, ha chiuso l’ultimo bilancio con un disavanzo di circa 200 mila euro, a chi si chiedono i soldi per tenere in piedi questo bellissimo giocattolino chiamato Academy? Le tasche dei genitori dei ragazzi di Siena, così come quelle dei tifosi per la prima squadra, non possono dare all’infinito.
    E’ spiacevole sentirselo dire, ma per la Siena di oggi o si fa una squadra per salvarsi in A2 con un settore giovanile che recluti al massimo in provincia, oppure si investe sul settore giovanile come ai tempi delle vacche grasse (a proposito, a che punto è la vicenda Time Out?) e ci si accontenta di giocare in serie B. Non c’è più una banca a ripianare, né per una né per l’altro.

    • eliofanali ha detto:

      Caro Andrea, il suo ragionamento non fa una piega. Almeno in teoria. Parto dal fondo: la vicenda Time Out si svilupperà oggi, nel pomeriggio è prevista l’udienza preliminare dopo un paio di rinvii. Sulla questione giovanili. Io credo che il discorso da fare sia più ampio. Negli anni, anche quelli delle vacche grasse, a questa città è mancata la “lungimiranza”, cioè non spendere e spandere qualsiasi cosa, ma provare a costruire. Adesso, forse imparando dal passato (e non mi riferisco solo al basket), bisogna perlomeno provarci. Per prima cosa: l’Academy è il frutto di un accordo pregresso che qualcuno ha firmato e per il quale presumo qualcuno abbia, per l’appunto, pensato ad una sorta di business plan, almeno l’estate scorsa sulla detta sostenibilità del progetto. Nessuno chiede ai genitori di risolvere la situazione. Mi pare che i senesi “normali” (tifosi mensanini da una parte, soci della polisportiva dall’altra – basta chiedere alle sezioni “minori” della polisportiva stessa i sacrific fatti in questi anni… e qui il discorso si farebbe molto lungo) abbiano già dato. Intanto, come dice la Polisportiva, onoriamo quel progetto e poi, come dico io sul blog, vediamo la sostenibilità futura. Come ha detto giustamente Lei il “giocattolino” – definizione mi permetta un po’ restrittiva – produce utili solo dopo tre anni. Midomando e Le domando però: in questa situazione di crisi economica, pensa che tutti gli anni sia davverio possibile andare a prendere giocatori da “fuori” e costruire una squadra per la salvezza in A2, oppure magari provare a costruire, certo faticando nei primi anni, qualcosa in casa che possa poi servire per la medesima salvezza in A2 oppure per il sostentamento economico (premi Nas) del futuro? Crede davvero – con tutto il rispetto – che reperendo semplciemente gicoatori dalla provincia si possa realizzare un progetto “lungimirante”? Io credo di no, ma è solo la mia impressione. Sinceramente preferirei tre anni di sofferenza (nel frattempo siamo già a due…) assoluta con un progetto alle spalle che fare dieci anni in A2 soffrendo lo stesso e inseguendo questo o quello ogni estate. Ma è solo il mio pensiero, s’intende. Competenza e professionalità, Siena riparta da questo. Si pagano, certo, come nel resto del mondo.
      Saluti

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