Ritorna l’anno zero (e due ps)

Tanto tuonò che piovve. Massimo Mezzaroma è nei guai (leggi qui) per le vicende conseguenti al fallimento dell’Ac Siena. Una situazione tutto sommato prevedibile. per prima cosa dall’analisi, effettuata a suo tempo all’interno di “Robur Anno Zero”, volume scritto con il collega Filippo Tozzi. In sostanza abbiamo evidenziato all’epoca sia le problematiche relative ai bilanci della società bianconera, di fatto “rimpinguate” attraverso il Monte dei Paschi sia la “stortura” della vendita del marchio, pratica in effetti non nuova nelle società di calcio di quelli anni, ma per la quale, come ha evidenziato nell’indagine la Guardia di Finanza “la società acquirente, neo costituita, ha attinto le disponibilità finanziarie per l’oneroso investimento dalla Banca Monte dei Paschi di Siena che a fronte della sola garanzia dello stesso marchio (sopravvalutato in 25 milioni di euro a fronte di un valore effettivo, stimato da perizia giurata, tutt’al più 4/5 milioni di euro) ha erogato alla nuova società un prestito di 22 milioni di euro”. Contestualmente alla cessione del marchio, la società acquirente ha poi stipulato un contratto di affitto del marchio stesso, con la Ac Siena Spa che,quindi, per utilizzare il proprio marchio si ritrovava a pagare un canone mensile, di valore pari alla rata del mutuo che la newco doveva restituire alla Banca Mps finanziante l’operazione. Sulla base di ciò si è contestata l’esecuzione dell’operazione perché finalizzata a consentire alla società calcistica Ac Siena un finanziamento che altrimenti non avrebbe potuto ottenere, a causa del grave stato di dissesto economico in cui versava: il bilancio 2010 – 2011 riportava già perdite per oltre 20 milioni di euro. Insomma una percorso tortuoso per finanziare le casse della società, sul quale dovranno approfondire gli inquirenti.

Il secondo aspetto per il quale la situazione attuale era in qualche modo prevedibile è l’istanza di fallimento. Dopo la mancata iscrizione in quel drammatico 15 luglio 2014, si passò attraverso la richiesta di concordato: una sorta di accordo fra la società (di fatto in liquidazione, avendo esaurito le finalità) e i creditori, che fu respinta però in maniera tutto sommato abbastanza inusuale dal Tribunale di Siena. Ovviamente con un concordato tutto sarebbe stato estinto, mentre con un’istanza di fallimento si poteva facilmente prevedere un proseguimento delle indagini, fino poi alla situazione attuale.

Chi ha perso in tutto questo? Di certo città e tifosi, di certo dipendenti e fornitori. Vedremo se si andrà fino in fondo per accertare tutte le responsabilità di chi ha portato a questo disastro, sportivo e non.

Ps uno: è nato Tommaso Cito di Giampiero e Lisa. Congratulazioni!

Ps due: ci ha lasciato Livio Pacini. Grande politico, ma soprattutto grande uomo.

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2 risposte a Ritorna l’anno zero (e due ps)

  1. Se chi ha concesso abusivamente il credito (e garantendosi un pagamento rateale preferenziale rispetto agli altri creditori) non viene perseguito penalmente (anche a ristoro di quest’ultimi) le parole che venerdì accompagneranno l’immensa perdita trimestrale (derivante proprio dall’inesigibilità di certi crediti amicali) riecheggianti al ritorno della fiducia nella Banca suoneranno vane come le cinque volte precedenti.

  2. Pingback: FORAGGIAMENTI E MEMORIA CORTA | La Martinella di Siena

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