Come cambia (e due ps)

Come è curiosa la politica e come è curiosa la politica a Siena. Soprattutto prima di una qualsiasi elezione. Le cose cambiano spesso e volentieri. Non lo dico con accezione negativa o positiva, perchè cambiare può essere positivo e negativo, dipende da un mucchio di fattori. Faccio solo ua fotografia dell’esistente. Di fatto al momento mi pare di vedere un grandissimo rimescolamento delle carte, in (quasi) tutti i fronti, con destra e sinistra (ammesso che esistano ancora) che si confondono e si abbracciano, movimenti civici che si accumunano, correnti che appoggiano concorrenti passati. Solo alcuni esempi: Siena Attiva ha dichiarato di voler “abbandonare” l’attuale sindaco, in un percorso che era in qualche modo già segnato a giugno o perfino dai mesi rpecedenti. Bisognerà capire però il comportamento in consiglio comunale in questi ultimi mesi di mandato, anche se facile intuire che non ci sarà nessuna “spina staccata”, ma una sorta di ordinaria amministrazione, con un difficoltoso parallelismo (oppure no?) fra lavori in consiglio e campagna elettorale. La corrente orlandiana del Pd – altro esempio- tira fuori un documento in cui invita in sostanza a fare le primarie. Un mezzo assist a Valentini, renziano di ferro o pare solo a me? Sono solo due esempi, perchè ne potrei fare altre mille e anche in altre liste, listoni, movimenti. Come cambia la politica e come cambiano gli interlocutori.

Ps uno: ho partecipato, solo marginalmente perchè sinceramente non ne ho più alcuna voglia, ad un dibattito su Facebook, rispondendo ad una questione sul perchè la mia generazione non sia ancora “scesa in campo”, anche in vista delle comunali. A me, sinceramente, piacerebbe che i quarantenni o giù di lì si mettessero in testa di guidare la città, sono covinto che avrebbero idee innovative e propositive, senza per forza invocare i renzismi, i giovanilismi o i conflitti generazionali. Capisco benissimo, però, che ci sia un problema molto più complicato da risolvere: la mia generazione, infatti, ha altre questioni da afforntare. Tipo trovare un lavoro e campare.

Ps due: a proposito di Pd, leggo del ritorno della Festa dell’Unità (senza L’Unità giornale e con poca unità interna, a dir la verità) in Fortezza, da dove era scomparsa da qualche anno, con diverse esultanze in alcune forze di opposizione. Nel frattempo, però, nessuna di quelle forze ha avuta la forza (scusate il gioco di parole) di organizzare niente nei Bastioni, nonostante qualche roboante annuncio. Come, altrettanto, sia al momento non certo decollata la politica di rilancio della stessa Fortezza da parte dell’amministrazione. Come dire: era meglio quando si stava meglio.

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5 risposte a Come cambia (e due ps)

  1. Michele Pinassi ha detto:

    “A me, sinceramente, piacerebbe che i quarantenni o giù di lì si mettessero in testa di guidare la città, sono covinto che avrebbero idee innovative e propositive, senza per forza invocare i renzismi, i giovanilismi o i conflitti generazionali.”

    Ho 39 anni, classe 1978. Insieme al MoVimento di cui faccio parte, composto in maggioranza da giovani e giovanissimi, abbiamo portato idee innovative e proposte (http://www.siena5stelle.it/blog/category/dal-consiglio-comunale/), quasi tutte BOCCIATE nell’aula consiliare. E non abbiamo invocato un bel niente, se non il nostro diritto a dire la nostra.

    Alla luce di questo, dopo le elezioni del 2013 e 5 anni in Consiglio comunale, trovo divertente leggere articoli con queste invocazioni. O forse no, perché rivelano la drammaticità della società attuale, in cui ognuno ha la soluzione ma nessuno la vuole applicare.

    • eliofanali ha detto:

      Caro Michele, il mio discorso è un po’ piu’ ampio. Cerco di spiegarmi: avere una classe dirigente – che significa non un solo consigliere, ma – per esempio – una giunta, un sindaco, un presidente di qualcosa, di 40 anni o giu’ di li’ farebbe molto piacere, perchè penso che la mia generazione abbia valide proposte e idee. Ed un conto è metterle a disposizione come opposizione (con tutto il rispetto, s’intende) in consiglio comunale, dove sappiamo – ahime’ – dover fare i conti con i numeri, un conto e’ provare ad applicarle come forza di governo. Diro’ di più: mi piacerebbe anche vedere una bella lista (civica o no, non lo so, non mi interessa) di persone di quella età candidate: sarei curioso, da cittadino e da giornalista, di vedere i loro movimenti in campagna elettorale ed anche il conseguente risultato.

      Non invoco un bel niente neppure io, ma ribadisco un concetto. Io e purtroppo tanti altri come me hanno altro a cui pensare: per “esempio” il lavoro, anche per colpe delle generazioni sopra a noi. Non voglio dar vita ad una battaglia di classe (intesa come età), ma questo è un dato di fatto. Non voglio neppure dire che chi fa politica come te, pur avendo la mia età (più o meno) sia un “privilegiato”. Evidentemente hai avuto la bravura-fortuna di avere un posto fisso (indipendente dalla politica, s’intende). Ti fa onore dedicare tempo prezioso alla vita comune. Ma il mio concetto rimane. Tanti “giovani” non si impegnano perchè hanno altro a cui pensare. Così, semplicemente.

      • Michele Pinassi ha detto:

        Alessandro, quando nel 2013 ci presentammo alle elezioni, con 32 candidature, eravamo lì proponendoci al governo della città. La scelta finale, però, così come la responsabilità delle scelte fatte, ricade sugli elettori.

        Tuttavia, tornando al tuo discorso, mi viene in mente una famosa frase: “anche se non ti occupi di politica, la politica si occuperà comunque di te”.

        Forse, ma dico *forse*, manca la consapevolezza che anche il lavoro, il reddito, la casa e molto altro dipendono dalla Politica. O, meglio, dall’operato della classe politica. E quindi si può scegliere se subirla o provare a cambiarla, anche mettendosi in gioco. Quindi, al di là di ciò che si può credere del M5S, un grande merito ce l’abbiamo: l’aver avvicinato, senza filtri, senza gavette e senza pregiudizi, tantissimi giovani alla politica. Non a caso, ai nostri incontri pubblici partecipano sempre molti giovani, anche giovanissimi di 20 anni, che portano il loro fresco contributo di idee.

        Ma tanto, caro Alessandro, ci sarà sempre chi dirà “è troppo giovane per governare”.

  2. Luca Anichini ha detto:

    Continuare a cercare un volto votabile, nell’illusione che ti risolva la vita, specialmente oggi a Siena, significa semplicemente che quanto è andato perduto è stato perso per niente!
    La democrazia rappresentativa è miseramente fallita, ogni cittadino ha il dovere di pretendere voce in capitolo sulle importanti decisioni della città.

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