Priorità: ancora non ci siamo

Avevo appena fatto in tempo (alcuni scritti fa) ad “elogiare” lo spirito di proposta di alcune forza politiche, fra cui Sena Civitas, che mi sono subito bloccato, imbattendomi in un post su Facebook dello stesso movimento, cui, ripeto, riconosco attivismo in consiglio comunale e fuori. Quando però leggo che “obiettivo primario, (è) mandare all’opposizione Il Pd. Per fare questo lavoriamo per una aggregazione  civica che escluda i Partiti perchè, necessariamente, hanno logiche condizionanti” rimango sinceramente perplesso. Non difendo nè i partiti nè tantomeno il Pd, dalla cui filosofia attuale sono lontano non anni, ma secoli luce. Ma fino a quando si continua a credere e pensare che la “priorità” sia mandare a casa qualcuno, oppure esporre ad un medievale pubblico lubridio chi ha quella particolare tessera, credo che si vada da poche parti. Chi ha avuto responsabilità nella malagestione è una cosa, infatti; chi milita o comunque ha una “intelligenza” o un contributo da dare un’altra. Ed in generale la priorità “deve” essere – mi perdonino gli amici di Sena Civitas, è un mio parere – non mandare a casa il Pd, ma far ripartire la città, con proposte concrete. L’esclusione dal governo sarà eventualmente una conseguenza, se la proposta sarà giudicata davvero la migliore. In questo contesto (ed anche questo – mi sia permesso – è quasi paradossale se scritto su questo blog) è da sottolineare quello che scrive stamani Pierluigi Piccini sul “Corriere di Siena”: “Non chiederò a nessunio da dove viene, ma a tutti dove vogliono andare ….L’ambizione non è di eliminare i partiti, ma di favorirne la rigenerazione. Voglio dirlo chiaramente: so bene che anche nel Partito Democratico, cui guardo sempre con attenzione, ci sono intelligenze di livello, magari fino ad oggi emarginate nel momento in cui c’erano particolari scelte da fare. In città il Pd conta circa 900 iscritti. Io rispetto queste persone, voglio sapere cosa pensano, cosa vogliono fare, se condividono l’operato del proprio gruppo dirigente. Penso di no, c’è un grande malcontento e noi abbiamo il dovere civico di dare una risposta anche a loro. So che anche tra quelle persone ci sono grandi energie che hanno bisgono di essere tenute insieme da una visione comune e da un bravo direttore d’orchestra..”. Insomma se ancora si pensa con la logica di esclusione di qualcuno, credo che in molti – come me – faranno quello che hanno fatto alle ultime elezioni: sul divano si sta molto più comodi che in fila ai seggi elettorali.

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