Bocce non ferme (e un ps corposo)

Il quadro senese verso il 2018 sembra nitido ed invece non lo è affatto. La “scissione” nell’Unione Popolare Senese fra Neri e Vigni, l’apertura del primo al neobattezzato “listone civico” (che dovrebbe candidare Luigi De Mossi) e la possibilità dunque di vedere una lista a sinistra del Pd (anche se pare difficile unire Sinistra per Siena e Articolo Uno al momento), oltre a tutto il resto (fibrillazioni nel Pd, il lavoro di Piccini, centrodestra e Cinque Stelle che devono sciogliere il nodo-candidato) farebbero in effetti pensare ad una situazione tutto sommato abbastanza definita (si fa per dire, visto che già così ci sarebbero una miriade di candidati). Ed invece ho come l’impressione che le bocce non siano così ferme e che ci saranno ancora diverse sorprese e diversi assestamenti. Poi, magari, il quadro che si ricomporrà sarà il medesimo di adesso. Ma i movimenti nel “sottobosco” ci sono e dipendono da decisioni che avverranno nelle prossime settimane, anche all’interno del Pd che, ricordo, deve ancora celebrare il congresso. Insomma aspettiamoci qualcosina. In tutto questo, invece, come scritto tante altre volte, non ci aspettiamo niente da una campagna elettorale che si preannuncia vacua, prima di contenuti e colma di reciproche accuse e poche soluzioni ai problemi concreti presenti e, soprattutto, futuri.

Ps: sull’argomento finale del post copio e incollo due messaggi di Fb, direi molto calzanti, di Daniele Magrini e Fiorino Iantorno. “Non so se partiti – scrive Magrini -, liste civiche, listoni e listini, fate tutti finta o se non ve ne frega niente. Ma finora i grandi assenti, sulla scena preelettorale, in una città distrutta, depredata in tutte le sue risorse, sono i cittadini. L’impressione è che ci sia una distanza abissale fra le liti in corso, le schermaglie in punta di groviglio, i certificati di purezza e l‘attenzione dei senesi. Che certamente, in buona parte, sono distratti dai vari ‘circences’ e servi per grazia ricevuta, ma mica tutti. E in ogni caso avete tutti il dovere di parlare chiaro. Finora ci sono sole le premesse del Manifesto di Unione Popolare Senese, ora disunita. A tutti i contendenti più o meno in lizza: uscite allo scoperto, basta con i tavolini segreti, le trattative sotto traccia. Uscite fuori dal tunnel della vostra autoreferenzialità. Fateci capire come ripartire dopo gli anni del disastro e la mossa falsa di una ripartenza solo postata su Fb. Lo faccia soprattutto chi vuole candidarsi. Idee e proposte deve mettere in piazza: non ripassare mentalmente la lista di chi lo appoggia. Ora basta con i giochini che ricordano le solite trame degli ex potenti. E’ anche rinfrescato e con la mente più fresca pensate un po’ di più ai cittadini normali in attesa di una città normale, che dia speranza di lavoro ai propri figli – e nipoti – e certezze di poter invecchiare in civiltà, agli anziani. Con i traccheggi in corso, finora – opinione personale – non ci siamo proprio”.

“Volevo ritornare – scrive Iantorno – sulla vicenda del film indiano girato a Siena. Fb non è lo specchio della realtà ma piccoli indizi li dà. Dall elenco di opinioni lette su diversi argomenti in questa calda estate “socialista” qualche piccola considerazione . 1 C’è un pezzo consistente di concittadini che odia i turisti sia quelli ben vestiti sia i “coglioni” (cit.) che fanno la Francigena. 2 Odiano gli studenti perchè fanno rumore e lasciano la monnezza fuori dall orario prescritto la notte sporcando il centro storico (mah!). 3 Sono così creduloni da pensare che si possa arrivare in una città come Siena, montare diversi set cinematografici e non avere uno straccio di autorizzazione. 4 Che c’è un gruppo consistente di persone che fa disinformazione e costruisce l idea che i problemi della città siano questi. 5 Che siamo in campagna elettorale e che sarà una campagna pessima. 6 Che molte di queste cose sono condivise da rappresentanti politici che hanno chance di governare Siena nei prossimi anni”.

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