Enoteca: si, ma adesso ? (più un ps sulla zumba e un altro ps)

Sono di una scuola un po’ vecchia, nonostante la mia età. Quando si trattano argomenti “delicati”, bisognerebbe almeno provare ad approfondire, conoscere, analizzare. Poi, semmai, giudicare, anche aspramente. Avere il quadro completo, insomma. Evidentemente, però, è più facile sparacchiare slogan e hastatg. Accade oggi per l’Enoteca Italiana. Si intenda bene: questo non è un post che giustifica questa o l’altra amministrazione; e neanche questa o l’altra opposizione. Chi avrà pazienza di leggere, lo capirà.

Punto uno: il documento. Lo scioglimento deliberato oggi dal consiglio comunale parte da un documento preciso. C’è una delibera precisa dei sindaci revisori dell’Enoteca. Senza entrare troppo nei tecnicismi, in sostanza si evidenzia una situazione che non può andare avanti. Da anni l’ente è in perdita. Ergo, si invitano le istituzioni a smettere di gettare risorse (pubbliche, peraltro) in un teorico pozzo senza fondo: di qui l’approvazione prima in consiglio provinciale (ieri, con il sindaco di Monteriggioni Raffaella Senesi che ha comunque manifestato preoccupazione per i sette lavoratori) e poi in consiglio comunale (oggi).

Punto due: il contesto. Quando si parla bisognerebbe perlomeno contestualizzare la situazione. Nessuno (o pochi) si è chiesto perchè il motivo per il quale l’Entoeca navighi così male, da anni. Facile, certo, accusare una parte politica e una “malamministrazione” (però senza entrarci dentro, senza citare dati e numeri, investimenti e non investimenti, ma solo per i consueti slogan). Che, s’intende, avendo responsabilità di amministrare (per l’appunto) ha le sue brave e parecchie colpe e che nessuno (oltretutto qui) vuole nascondere. Per la ricostruzione di questo aspetto devo ringraziare il collega David Taddei. Di fatto per l‘Enoteca Italiana il declino è iniziato almeno quindici anni fa. Le aziende che ci avevano creduto hanno visto più conveniente per loro investire su altri soggetti promozionali e lentamente si sono allontanate. Lo Stato (governo Berlusconi per intendersi) mise in campo addirittura progetti alternativi con grandi capitali, che impedirono di fatto (non voglio entrare in polemica politica) a Siena di diventare la capitale del vino italiano. Qualcuno ha citato in questi giorni-mesi-anni la dispersa Enoteca d’Italia (leggi qui)? Qualcosa come cento milioni di euro in borsa, gettati nel water ma sufficienti per mettere in un angolo l’Enoteca senese (vorrei anche vedere, con cento milioni di euro…). Senza aziende e senza governo centrale, Enoteca Italiana (un ente nazionale, ricorderei) è rimasta nelle mani degli enti locali che da soli, soprattutto in tempi di vacche magre (senza Mps, per chiarisi) hanno potuto fare ben poco.

Punto tre: poco da fare, nulla fatto. Quel poco che si poteva fare, tuttavia, non è stato fatto. Nessun coinvolgimento dei Consorzi del territorio, per esempio. Nessuna azione di marketing seria. Quasi niente di niente, almeno che sia emerso e che sia venuto a mia conoscenza. Solo un lento declino e pallino in mano a liquidatori, al di là delle dichiarazioni su importanza dell’enogastronomia, dell’eccellenza del nostro territorio, del consueto “bene comune”. Tutti “bla bla” che non producono positivo in bilancio. Un’inerzia che sa quasi d’ingnavia.

Punto quattro: la delibera. La delibera approvata dal consiglio comunale di Siena prevede, con tutte le premesse del caso, certo lo “scioglimento”, ma “mediante procedure che salvaguardino per quanto possibile la storia, il marchio, l’attività di un Ente di grande tradizione e considerino con la massima attenzione la tutela, in primis occupazionale, degli attuali addetti”. Pare ci sia un piccolo spiraglio, sul quale sarebbe obbligo lavorare. Obbligo di tutti: maggioranza e minoranza, che si riempiono (tutti) la bocca con “bene comune”.

Punto cinque: la politica. E’ facile, infatti, da una parte puntare il dito contro il Pd, l’amministrazione, il sindaco, pinco, pallo e sempronio. Probabilmente se il sindaco fosse di un altro colore, avrebbe comunque proposto la stessa delibera. Dall’altra parte (quella del Pd, per capirsi), tuttavia, è altrettanto “facile” giustificare tutto attraverso una situazione che è entrata – da tempo, come detto – in un vicolo cieco e quindi non ha altre uscite. Fuori dalla campagna elettorale permanente, infatti, non vedo sguardi rivolti al futuro, a parte i continui riferimenti alla Mostra dei Vini che si perde in una notte dei tempi, certo gloriosa e che poteva essere riferimento, ma di (appena..) quasi un secolo fa. Al momento non ho letto niente in questo senso, se si eccettua quanto scritto da Pierluigi Piccini sulla stampa oggi (qui il link). E sinceramente questa mi pare la colpa più grave, almeno da oggi (ma forse anche da ieri, visto che la situazione era conosciuta da diversi anni) in poi. Accuse da una parte, giustificazioni dall’altra, ma i progetti dove sono? Per i lavoratori, per prima cosa, ma poi per il territorio, tutelando un ente storico di cui tutti si riempiono la bocca. Per puntare il dito, però. Nessuno fra partiti e movimenti vari, al momento, mi pare si sia fatto una domanda: il disastro, le responsabilità, certo, ma adesso cosa facciamo? Forse potrebbe essere un argomento interessante per la “vera” campagna elettorale. Ma, ahimè, non sarà così, perchè l’Enoteca rimarrà “occultata” per alcuni (il Pd) e hashtag per altri.

Ps uno: a Torino si balla (avete letto bene) all’interno del Museo Egizio (leggi qui). Mi ricorda tanto la zumba al Santa Maria della Scala. Chissà se anche a Torino (con tutto il rispetto non è Ponte a Bozzone) con sindaco Cinque Stelle, ci saranno opposizioni che si scandalizzeranno come hanno fatto a Siena (fra cui i Cinque Stelle) e che presenteranno interrogazioni parlamentari.

Ps due: non vi preoccupate, il fatto di citare Pierluigi Piccini non significa che Elio Fanali abbia aderito al suo comitato elettorale. E’ cronaca. Così, semplicemente.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

3 risposte a Enoteca: si, ma adesso ? (più un ps sulla zumba e un altro ps)

  1. antonio ha detto:

    concordo su quasi tutto. resta il fatto inequivocabile che l?Enoteca sia stata gestita male, sotto i tutti i punti di vista, negli ultimi 15 anni (almeno). spero che si possa dire senza equivoco e coloro che l’hanno fatto hanno nomi e cognomi.

  2. E’ indubbio che la situazione economica dell’Enoteca Italiana presentasse un quadro disastroso e che la delibera consiliare assunta ieri rappresenti solo la chiosa (politica) alla delibera dei revisori contabili.
    E’ indubbio anche che buona parte della Città non si sia chiesta mai le cause ed abbia atteso l’epilogo della vicenda per “sparacchiare slogan”; nessuno, o pochi, come viene opportunamente indicato.
    Diviene difficile tuttavia scindere l’analisi da una più o meno strisciante critica rivolta al silenzio delle “opposizioni”. Si evidenzia infatti che la crisi per l’ente sia iniziata oltre quindici anni fa e si individua nel governo di allora (Berlusconi) la scelta politica di privilegiare altri progetti e contenitori con la conseguente opera di declino da parte dell’Enoteca. Prendendo per corretta la causa politica nazionale e la mancanza di un governo centrale amico come una delle principali responsabili, verrebbe da chiedersi il motivo per il quale la stessa politica nazionale non abbia inteso aiutare Siena, governata dal medesimo partito, a risollevare le sorti del suo ente. Le occasioni, di propaganda o di vetrina, certo non sono mancate nel corso degli ultimi 5 anni, durante i quali il partito di maggioranza a Siena avrebbe potuto e dovuto godere di una sponda amica a Roma.
    Additare lo stesso partito come responsabile può apparire esercizio persino infantile, certamente facile dal momento che nessuno potrebbe obiettare il contrario. Far apparire l’opposizione, o parte di essa, come silente spettatrice e persino rea di “ignavia” rispetto alla cattiva gestione del declino dell’Enoteca Italiana risulta più difficile.Gli enti a spiccata cogenza politica, quelli erritoriali o di categoria membri dell’Assemblea hanno avuto, nel corso degli ultimi lustri, la medesima impronta politica. Una pluralità di soggetti “amici” che, loro si, hanno assistito silenti al declino e alla rovina.
    Non si tratta di una “campagna elettorale permanente”, ma di una certa idiosincrasia agli appelli al “bene comune” da sbandierare solo ed esclusivamente quando le cose volgono al peggio, quando c’è necessità di condividere le scelte difficile dopo aver sistematicamente evitato di condividere le scelte strategiche. Di appelli alla “responsabilità” per nascondere i propri errori e cercare un sostegno consociativo rischiamo la bulimia.
    Francesco Manganelli

  3. Romolo ha detto:

    Le proposte ci sono state, ma poiché provenienti da forze civiche non allineate, come sempre, sono state rigettate al mittente. Sul sito Pietraserena, in prima pagina, ci sono altri riferimenti al “Progetto Fortezza”, che comprendeva la gestione dell’Enoteca affidata a privati, ovvero senza nessun costo a carico della collettività.
    Era un buon progetto oppure no? Non è stata data la possibilità di scoprirlo
    https://pietraserena.wordpress.com/2015/04/15/fortezza-un-spazio-per-il-rilancio-della-citta/
    https://pietraserena.wordpress.com/2014/10/12/enoteca-altro-disastro-del-sistema/

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...