Sulle opere d’arte

Siamo alle solite. Capisco che non sia semplice per l’uomo qualunque (per chi ha memoria dei libri storia, era quello del Fronte del 1946) leggere e approfondire e si preferisce “addolorarsi” su facebook e gridare allo scandalo. Ma, in riferimento alla annunciata vendita delle opere d’arte del Monte dei paschi, come altre volte, bisogna prima capire bene quale sia la situazione. Poi, semmai, esprimersi. La soprintendenza (come scrive stamani il “Corriere di Siena” e come ribadito da questo blog ieri) ha chiarito il “vincolo di pertinenza” di quelle opere, che dunque non possono essere alienate e lasciare il territorio di riferimento. Alla faccia della Bce. Lo ha ribadito stamani a Are Donatella Capresi, memoria storia dei beni Mps e recentemente collaboratrice nell’allestimento della Mostra Salini a Palazzo Pubblico. “Vincoli pertinenziali tutelano la collezione che si trova a Siena, quindi su quel patrimonio non ci sono dubbi”. Mi sembra che la situazione sia chiara, chiarissima. Anche se, dice sempre Capresi, “c’è un immenso tesoro in altre zone d’Italia e non so chi se ne sta occupando. Proprio io ho catalogato e archiviato i singoli pezzi della Banca. Inoltre mi occupai dell’ultima esposizione in San Donato. Ma ora è tutto cambiato e anche l’arte, come il settore immobiliare, risente della crisi economica mondiale”. Il problema riguarda dunque il patrimonio artistico in mano a Bam, Banca Toscana, Antonveneta (ancora tu?), che sono tutte banche di Mps, ovviamente; un patrimonio però che non è strettamente legato a Siena e alla sua tradizione artistica: arazzi, arredamenti, tappetti ed altro. Che hanno certo un valore storico e culturale, ma non sono quello a cui in molti stanno facendo riferimento sui social e quant’altro. Tant’è che la stessa Donatella Capresi ha detto di non “scandalizzarsi più di tanto” se davvero questo patrimonio dovesse essere alienato. Anche perchè, ad esempio per l’antiquariato che negli ultimi anni ha subito una caduta commerciale esponenziale, gli acquirenti sarebbero ben pochi. In tutto questo, ribaditi concetti che quindi mi sembrano limpidi, credo che – come scrivevo anche ieri – sia necessario tenere altissima la guardia. Soprattutto perchè l’arroganza della Bce – non negli ultimi giorni – pare non avere limiti. E forse neanche una risposta “compatta” della città di Siena, in tutte le sue componenti, basterebbe. Figuriamoci se proseguissero, anche in questo campo, le divisioni di colore, i posizionamenti, le eccezioni, i distinguo ed i vari “io non c’ero e se c’ero dormivo”.

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Una risposta a Sulle opere d’arte

  1. Brava Donatella e bravo Elio, teniamo conto che non si tratta di una richiesta da parte della UE
    (come vanno sbraitando taluni politici d’accatto antieuropeisti) e che ben altre sarebbero invece le modalità d’intervento da pattuire con BCE ai sensi del D.Lgs. 180, come riportato a pag. 10 della Nota Informativa della Banca:
    https://www.gruppomps.it/static/upload/not/nota-informativa1.pdf

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