Il manifesto non ostile

Presumo che con dieci candidati a sindaco (sempre che tutti riescano a raggiungere le firme necessarie alla candidatura e per le liste collegate) e visto il clima di perenne campagna elettorale vissuto da almeno sette anni a Siena, la temperatura salirà di diversi gradi centigradi nei prossimi giorni e con essa anche lo scontro politico. Ribadisco un concetto molto semplice eppure molto complicato da capire: servirebbe uno scontro, certo, ma di idee, proposte, questioni, programmi. Differenze ci sono? Che emergano non nello stile di comunicazione, ma nei contenuti. Che è ben diverso da voler mettere una pietra sopra a quello che è accaduto e alle responsabilità. In questo contesto viene utile, anzi verrebbe molto utile, il “Manifesto della comunicazione non ostile” (leggi qui) che sta girando sul web e che può essere benissimo applicato all’attuale campagna elettorale. Certo, è una competizione e in una competizione non si risparmiano le gomitate agli avversari. Se veramente però quello che conta è il fantomatico “bene comune” (parola fin troppo abusata), bisogna cominciare a cambiare (altro verbo fin troppo utilizzato).

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