Come su facebook

Sta per finire una delle più brutte campagne elettorali della storia, almeno secondo il parere di questo blog: lunghissima, vacua, fatta a colpi di slogan e accuse reciproche e poco altro. Troppo facile prevederlo qualche mese fa, ma tutto si è puntualmente realizzato. C’è di che riflettere su tanti aspetti, fra i quali l’assenza di una generazione (la mia) impegnata molto di più a capire il futuro (magari anche il proprio) e annaspare nel presente che a capire cosa sia accaduto ieri e ieri l’altro. Da una parte mi verrebbe da dire che qualsiasi cosa accada, qualcuno sarà comunque costretto a rivedere le proprie granitiche posizioni, per non dire di peggio (ovvero che andrà a casa): ci sarà modo di parlarne da lunedì. Personalmente, come scritto altre volte, dalla curiosità e dal divertimento si è passati abbastanza in fretta alla noia e in certi casi pure alla stanchezza di dover raccontare sempre i medesimi “dibattimenti”, quasi mai pregnanti (magari anche per colpa nostra, s’intende) e troppo spesso superficiali. Un po’ come la società di Facebook, insomma. Meno male che poi c’è anche una vita reale. Oppure no?

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Una risposta a Come su facebook

  1. Stefano ha detto:

    Niente da dire sui comportamenti intimidatori della claque di de MOSSI?

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