A uso e consumo, prima dei sassolini

Secondo post giornaliero, prima degli annunciati sassolini. Si tratta di un’analisi che parte, a sua volta, da un’analisi scientifica della Luiss (che potete leggere qui): non avrà tutte le “verità” in mano e qualche oscillazione è chiaramente ammessa, ma la sostanza c’è tutta. Dando uno sguardo, trovo azzeccatissima l’interpretazione che ne ha fatto poi l’economista (e appassionato di matematica Marco Frigerio), che riprendo quasi nella sua totalità. Partiamo dalla Luiss. In sostanza:
1) Luigi De Mossi ha mantenuto la totalità dei voti presi già al primo turno (6400);
2) Fra gli elettori di Bruno Valentini (7237) al primo turno, un buon 5% potrebbe non aver votato al ballottaggio (effetto apparentamento con Piccini o vacanze già prenotate?): si tratterebbe di circa 300-500 voti persi per strada dopo il primo turno.
3) Fra gli elettori di Pierluigi Piccini (5617) al primo turno, circa il 30% (circa 1.600 voti) potrebbe essere andato su Luigi De Mossi, nonostante la diversa indicazione; quasi il 50% su Bruno Valentini (2700 circa); circa il 20% non ha votato (1.300);
4) Fra gli elettori di Massimo Sportelli (4200 circa, ma come liste 4478) al primo turno, circa il 50% (2100 come minimo) sarebbe andato su Luigi De Mossi; più del 25% (intorno ai 1000 voti) su  Bruno Valentini; più del 20% (meno di 1000 voti) non ha votato;
5) Fra gli elettori di Alessandro Vigni (984 voti della sinistra radicale) al primo turno, circa il 10% (100 voti) potrebbe essere andato su Luigi De Mossi; meno del 30% (meno di 300) su Bruno Valentini; circa il 60% non ha votato (600 voti);
6) Circa il 100% degli elettori (529 voti) di Sergio Fucito (Casapound) si sarebbe spostato su Luigi De Mossi;
7) Gli altri (David Chiti 452 voti, Alessandro Pinciani 654 voti, Nadia Maggi 161 voti) sembrano essere andati al voto (non al mare, insomma), ma senza spostare voti a favore di Luigi De Mossi in misura significativa (segnale forse di un’appartenenza al mondo del centrosinistra?);
8) Luigi  De Mossi, al contrario di Valentini, sarebbe riuscito a richiamare al voto un 4% circa dei non votanti al primo turno. Potrebbero essere più di 500 voti.

In definitiva, la differenza l’hanno fatta tanti fattori, fra i quali possiamo evidenziare:
– l’effetto apparentamento è dubbio. Gli elettori di Piccini si sono spostati più verso Valentini che verso De Mossi, ma non possiamo sapere cosa avrebbero fatto senza apparentamento. Senza indicazione avrebbero scelto il “cambiamento” o il mare oppure ancora sarebbero “tornati” all’ovile del centrosinistra? Difficile capire se sono più i voti guadagnati dall’apparentamento o i voti persi dei delusi dall’accordo. Comunque, fatta la differenza fra guadagnati e persi, potrebbe non essere questo il fattore decisivo.
– gli elettori di Sportelli potrebbero aver dato un vantaggio di 800-1.000 voti a DeMossi. E dunque sarebbero assolutamente decisivi.
– gli elettori di Fucito hanno garantito più di 500 voti a De Mossi. Decisivi pure questi.
– De Mossi sarebbe riuscito a recuperare alcune centinaia di voti dagli astenuti del primo turno. Decisivo.
– La sinistra a sinistra di Valentini si è frammentata e in buona parte è rimasta a casa. Non decisiva o meglio decisiva in sfavore di Valentini.
– Le altre liste non sembrano aver fatto la differenza in favore di De Mossi, nonostante le dichiarazioni dei candidati. Non decisive.
– Sono da mettere in conto le 263 schede bianche e le 354 schede annullate (totale di 617, il 2 per cento): le prime appaiono una decisione convinta, le seconde si dividono fra chi ha sbagliato e chi deliberatamente ha annullato. Sono comunque un numero importante visto l’equilibrio.
– Mettiamo pure in conto gli astenuti: hanno votato in 24.000 circa, il 56 per cento del totale (4300 aventi diritto). percentuale in calo rispetto al 10 giugno, ma in aumento rispetto al 2013 (54 per cento e si votò anche il lunedì).
Ovviamente si tratta di valutazioni e analisi (queste più di quelle della Luiss, che ha strumenti scientifici a disposizione) che possono oscillare, ma che mi trovano in sostanza molto d’accordo.

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