La farsa è servita (e due ps)

Lo avevo scritto in tempi non sospetti. O forse in tempi sospettissimi. La farsa è servita. Il campionato di serie B partirà venerdì, a meno di un intervento dall’alto (governo) sul quale ho qualche dubbio, non tanto per questioni politiche, ma per interessi rivolti altrove e tempistiche ormai complicate. Partirà a diciannove squadre, non tanto per convinzione degli attori impegnati, ma perchè, in una consuetudine tutta italiana, si preferisce aggirare l’ostacolo che affrontarlo; si nasconde la polvere sotto al tappetto, poi ci si penserà. Intanto partiamo e cominciamo a giocare, poi siamo anche pronti ad ammettere gli errori, ma, ahimè, ormai è andata e che si deve fare? Perchè è palese che, se quello che c’è sotto sono questioni di politica calcistica e di rapporti di forza e questioni economiche di dubbia entità, lo strumento utilizzato è questo: un po’ come, mi si perdoni il paragone, sta per calare la notte e il mossiere decide che la mossa sarà comunque valida, senza se e senza ma. Peccato (e per fortuna) che le cose non siano le stesse. Mi aspettavo, tanto per proseguire nel discorso, uno sciopero dell’Aic: ancora seguendo il metodo tutto italiano, però si proclama lo “stato di agitazione”, si “invita” a non cominciare il campionato, ma non si sciopera perchè “non ci sono le condizioni” (e quando ci sarebbero se non a due giorni dall’inizio di un torneo?). Franco Frattini, presidente del collegio di garanzia del Coni, ha fatto capire (in un tweet…lasciamo perdere), che se il Coni il 7 settembre dovesse dare il via libera ai ripescaggi, il campionato potrebbe essere comunque cambiato in corsa. Perfetto. Io, però, non ho fiducia: vi ricordo sommessamente che la Figc (non la federazione di vicolo Miracolo per il torneo di calciotto) ha cambiato una regola in maniera autonoma durante (avete letto bene: durante) la presentazione dei calendari. Mi aspetto che il Coni, in sostanza, dica: “Avete tutti ragione, ma, ahimè, il campionato è iniziato…che si deve fare?”. Che Italietta.

Ps uno: parlo poco di Palio sui social e sul web, ma questo non significa non affrontare alcune tematiche come fa il blog “La Versione di Giampy” (leggi qui).

Ps due: viviamo in tempi difficili, in cui l’approfondimento e la lettura sono bannati; si preferisce aprire il proprio telefonino, leggere il trend del momento e sparacchiare la propria opinione, secondo quello che più piace, spruzzandoci sopra un po’ di politica e cadendo in clamorose contraddizioni (chi di web ferisce….). Anche a Siena. Mi limito per adesso a postare questo link (leggi qui) con le interessanti disquisizioni di Andreolli (magari non tutte sono condivisibili, ma servono) e la divertente immagine qui sotto. Se certi atteggiamenti nel mio contesto dovessero proseguire, mi divertirò a parlarne (quindi mi divertirò sicuramente a parlarne).

 

 

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