Tappare bocche

Deve avere toccato nervi scoperti il post di ieri (questo), almeno in alcuni ultras dell’attuale amministrazione, i quali si sono agitati con reazioni scomposte, naturalmente solo e soltanto sui social, dietro una comoda tastiera, rifuggendo il confronto diretto. Non solo mi diverte, mi fa estremamente piacere, non fosse altro per la possibilità di riempire questo spazio anche oggi. In sostanza qualcuno ha fatto riferimento – per usare un eufemismo – al mio passato. Come se questo fosse un’etichetta; di più, come se fosse un marchio indelebile, un tatuaggio che non si può togliere, un’onta incancellabile. Per lorsignori, in sostanza, il sottoscritto o magari anche altri dovrebbero essere ridotti al silenzio o, forse meglio, emigrare. O forse anche peggio, chi lo sa. Io aspetto a piè fermo, non ho niente da celare, peraltro valutando anche di agire legalmente, visto gli insulti. Per esempio, sul mio incarico per Agenda 21 (finito nel 2011) non ho niente da nascondere. Già nel lontano 2014 (basta leggere qui) ho spiegato tutto in maniera completa (la documentazione è sempre a disposizione in ogni caso) e peraltro nella mia situazione lavorativa attuale ci sono aspetti che collimano con quella di quattro anni fa (conto corrente compreso). Forse si vuole utilizzare un vecchio metodo, tipico dei regimi (di destra, di sinistra): denigrare a casaccio una persona sul niente, poi, al limite, forse e se capita, rettificare. Insinuare, insomma. Un metodo tipico di chi vuole tappare una bocca dissonante dal proprio coro. Io non faccio parte di alcun coro, scrivo e dico quello che vedo e soprattutto su questo blog, faccio le considerazioni che credo, nel rispetto di tutti. Se qualcuno pensa di tapparmi la bocca, ha sbagliato grossolanamente. Anzi: l’effetto che viene causato è l’esatto opposto. Continuerò a scrivere, non mi interessa se qualcuno giudicherà e etichetterà questo blog e chi lo scrive come “contro” qualcuno o “a favore” di qualcun’altro, entrambe le cose tutte da dimostrare, visto che non credo che destra e sinistra siano eccessivamente contenti di quello che leggono qui o sul “Corriere di Siena” a mia firma. Invece di insultare o insinuare, sarebbe utile leggere e accendere il cervello, cosa che anche cammelli di prima e dromedari di adesso dovrebbero avere, perfino provare a guardarsi allo specchio: metaforicamente e non solo. In ultima analisi, mi aspetto che questi signori procedano a scandagliare tutti gli incarichi del Comune di Siena e partecipate varie almeno dal 2006 ad oggi. E anche da oggi in poi. E poi provare a tappare la bocca. Attenzione, però, potrebbero esserci sorprese spiacevoli. Tipo vivere in un mondo assolutamente silenzioso, in cui, magari, lorsignori potrebbero riuscire a darsi ragione. Forse.

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