Quel muro di marzo

Premessa a questo post. Non è una critica verso questa o l’altra amministrazione. E’ un dato di fatto, a uso e consumo. Soprattutto degli ultras (se preferite dei cammelli che adesso sono dromedari) che continuano a sperticarsi negli elogi rispetto a qualsiasi cosa faccia l’attuale governo della città, omettendo le cose che non vanno – come normale che sia, come avviene dovunque, visto che non viviamo in paradiso – e avendo un atteggiamento diametralmente opposto (è un eufemismo) rispetto a qualche mese fa, quando qualsiasi cosa accadesse la colpa era soltanto e solo di una persona (l’ex sindaco). Ognuno è libero di pensarla come vuole, ognuno può “tifare” per questo o per l’altro (ci mancherebbe altro), basterebbe non spacciarsi per difensori della Civitas, ma, in trasparenza e coerenza, dire da che parte si sta. Semplicemente. Intendiamoci bene: di ultras ci sono anche sull’altra sponda, senza dubbio, quelli che adesso vedono tutte le magagne della città e che prima glissavano clamorosamente. Potrei fare mille esempi, da una parte e dall’altra e su tantissimi aspetti. Invece credo che si debba pensare a chi, come questo blog, non sta da punte parti. Fotografa la situazione, come fanno migliaia cittadini “normali”, che avranno pure votato da una parte o dall’altra, ma che adesso si attendono, semplicemente, che la città vada avanti, senza gli strombazzamenti dei tifosi nelle orecchie. Sono fermamente convinto che l’attuale amministrazione abbia tutto il tempo (quattro anni e dieci mesi) per dimostrare tutta la sua efficienza e tutte le capacità per dare a Siena quello di cui ha bisogno. E da cittadino non posso che sperare che sia così. Sono altrettanto convinto, tuttavia, che ci saranno sempre una buca da coprire, un marciapiede da aggiustare, una siepe da tagliare. E che non da questo – o, almeno, non solo da questo – si possa giudicare un’amministrazione. Per cui non vedo il motivo (anzi, a mio umile parere con il tempo è un clamoroso autogol – consiglio gratuito) di esultare con trombette e tamburi a ogni piè sospinto sui social, peraltro guardando il dito e non la luna, cioè guardando il marciapiede e non – per esempio – la politica sulla mobilità, che è poi la strategia su cui si giudica un governo di una città. Tanto più che si rischiano – l’ho già detto – clamorose contraddizioni (a dir poco), perchè in molti casi quello che viene fatto oggi per il bene della città (e quindi di tutti) è stato programmato alcuni mesi fa. Da quelli che c’erano prima. Volete un esempio, soltanto uno? Il celeberrimo muro in via Sant’Agata, abbattuto non si sa da chi da diversi anni e che in questi giorni sta per essere ripristinato. Altra premessa: se non è stato fatto in tanti anni ci sono delle responsabilità, se viene fatto adesso ci sono dei meriti. Le prime sono di chi non ha “spinto” con convinzione, i secondi di chi invece lo ha fatto. C’è però una certezza: l’atto amministrativo. Che, dal Sit del Comune di Siena (tramite il quale si visualizzano tutte le pratiche edilizie) , è del “lontano” (si fa per dire) 15 marzo 2018, pratica edilizia numero 648. Fate due conti.

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3 risposte a Quel muro di marzo

  1. leonardo ha detto:

    ciao alessandro, perchè non cominciate a farvi sentire un po’ per come è tenuta sporca la città, i suoi parchi e la sua campagna, ovunque bottiglie di plastica, sigarette, e ogni genere di sporcizia, lasciata in terra per mesi e mesi, meglio se sotto un cespuglio o in un fosso, almeno lo spazzino passando, senza scendere non vede, o meglio può non vedere e liberarsene dal suo impegno.
    Adesso, come popolo, non abbiamo più scuse, se solo volessimo aprire gli occhi e non pensare solo a godere, la conoscenza e la possibilità di apprendere corrono veramente accanto a noi. Non è più così faticoso imparare, almeno per molte persone. Ma purtroppo siamo un popolo incivile ed egoista. Un’iniziativa nelle scuole per esempio, a partire dagli adulti, le famiglie,i professori, quindi insegnare ai bambini ?
    Gli adulti gettano abitualmente sigarette all’ingresso dell’asilo all’Acquacalda, credo un po’ ovunque, ma là purtroppo lo vede quotidianamente, e perfino chi lavora dentro l’asilo, finita la sua sigaretta, ha la buona abitudine di gettarla nel parco accanto, chiaramente fuori del territorio dell’asilo, per non sporcare.
    Invece di andare a pulire la spiaggia, ci penseranno i grossetani, perchè non puliamo il nostro territorio ?
    Fa meno moda ? può darsi……
    partire quindi dai piccoli, scuole e poi continuare con gli adulti ? non è mutabile buttare una sigaretta in terra, mi sembra adesso lo sia, perchè nessun vigile interviene ?

  2. Pingback: Fra tristezza e speranza (e un ps) | Il blog di Elio Fanali

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