Sono solo numeri, ma….

Chi segue con una pur minima attenzione questo blog sa bene che non si sono mai “osannate” le classifiche di fine anno sulla qualità della vita; neanche, però, sono state denigrate a prescindere attraverso vaneggianti teorie complottistiche su presunti favoreggiamenti (?) verso questo (o l’altro) territorio. Semplicemente si è invitato sempre ad analizzare con lucidità i numeri. Invito che rinnovo anche questa volta, ben consapevole che cadrà nel deserto delle idee, stretto tra una sponda o l’altra, o, se preferite, fra una curva o l’altra degli ultras. Secondo Italia Oggi e Il Sole 24 Ore la provincia di Siena (bisognerebbe per esempio partire da questo, cioè dal fatto che viene coinvolto tutto il territorio provinciale, prima di sparacchiare giudizi sui social) rimane quelle che hanno più alta qualità della vita in Italia. Di gran lunga la prima di centro e sud e anche fra quelle del nord si difende parecchio (basta pensare che ne ha tre o dieci davanti). Non è una novità che Siena sia da quelle parti delle graduatorie e, probabilmente, questo è il parametro da sottolineare: se si riesce a rimanere per svariati anni in alto, rispetto alle quasi normali “oscillazioni”, qualcosa di positivo vorrà pur dire. Senza idolatrare questo o l’altro governante; senza neppure affossare statistiche che vanno valutate per quello che sono. I numeri hanno un valore, non solo il “solo” valore.

Anche perchè i dati vanno analizzati con attenzione, perchè non tutto è oro quello che luccica. Spulciando i suddetti numeri si nota – tanto per fare qualche esempio random – come non siano rassicuranti i dati sulla sicurezza e sulla disoccupazione giovanile. Di certo, senz’altro, il lavoro – come sottolinea questo blog da tempo immemore – è (e, temo, sarà) un problema importante di questo territorio, al di là del fatto che esso svetti nel settore “cultura e tempo libero”.

Senza populismi (del tipo “non ci sono cinemi”), ma senza catastrofismi, però. In definitiva la Provincia di Siena non è quel disastro che qualcuno vuole dipingere a tutti i costi. Allo stesso tempo non è quel paradiso che, sempre a tutti i costi, altri vogliono dipingere, sebbene ci siano posti dove la qualità della vita sia di certo peggiore. Forse, a volte, basterebbe pensare a quello che c’è intorno a noi, senza per forza di cose rivolgere la testa all’indietro o in basso; d’altronde pensando anche che i numeri debbano per forza di cose rappresentare un punto di partenza e mai di arrivo.

In ogni caso sarà interessante capire l’atteggiamento di qualcuno (anche qualche due) l’anno prossimo. Quando, presumibilmente, Siena rimarrà ancora da quelle parti delle graduatorie. Qualche ultras tambureggerà ancora sui social? Risposta scontata: sì. Tirando l’acqua al suo mulino, ovvio.

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