Cervello più della pancia e del cuore

In questi casi bisogna provare a ragionare con il cervello, invece che con il cuore o con la pancia. Il riferimento è a quello che è accaduto ad Arezzo, con l’esercente che ha sparato e ha ucciso il ladro che si era introdotto nella sua azienda (ed è adesso indagato per eccesso di legittima difesa). Quando si analizzano, magari a freddo, fatti del genere, bisogna sempre provare a capirne a trecentosessanta gradi tutti gli aspetti. Perchè, altrimenti, si rischia di cadere negli eccessi: troppo “buonismo” da una parte, troppo “rigore” dall’altra. Per quanto riguarda la prima tematica, rimane il fatto che una vita è stata spezzata; e in una società che si definisce civile questo non può essere tollerato. Il Codice di Hammurabi o la legge del taglione si perdono nel tempo. Per quanto riguarda la seconda tematica, l’esasperazione dell’imprenditore, il fatto che sia leso un suo diritto, il fatto che sia stato colpito a più riprese (anche se non – pare –  trentotto volte come affermato in un primo momento) sono tutte tematiche che vanno messe sul tavolo, perchè questa situazione può colpire, un giorno tutti noi. E vorrei vedere la reazione di ognuno. Bisogna farsi, dunque, delle domande. Più specifiche sul caso. Tipo: perchè dopo reiterati furti si è costretti a dormire nella propria azienda con un’arma? Perchè non si sono installati allarmi? Perchè la zona non è stata attenzionata dalle forze dell’ordine? Perchè non c’è certezza della pena? Perchè non c’è giustizia? Certa è una cosa. E’ molto facile (come in altri contesti), nell’immediato e soprattutto in questi periodi, dare risposte “semplici” e ricevere applausi. Che vanno dalla liberalizzazione estrema delle armi (l’esperienza degli Stati Uniti è lì a fare da monito…) a fare proclami sulla sicurezza e schierarsi dalla parte di chi ha sparato. Oppure l’esatto opposto, s’intende. Più difficile facile un ragionamento “a lungo termine”. Partendo, per esempio, dal presupposto che chi strepita adesso è colui che, come istituzione, dovrebbe garantire sicurezza e giustizia, nel senso più ampio del termine, con provvedimenti ad hoc per l’uno e per l’altro aspetto (inteso anche come pene certe, per esempio). Magari mi sbaglio, ma preferisco avere dubbi e farmi domande che credere all’uno o all’altro.

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