Il 2018, l’anno della farsa della Lega Pro

Non ci sarebbe stato bisogno di quest’ultimo episodio, il 2018 si era già caratterizzato ampiamente come “anno farsa” per la Lega Pro e, nonostante Ronaldo, per il calcio italiano. Le vicende di cui ha scritto anche questo blog da luglio ad oggi sono bastate (e avanzate) per far vincere questo premio, oltretutto con l’ultima lode (leggi qui). Eppure c’è ancora tempo per aumentare la dose. Perché il fatto che la Pro Piacenza non sia scesa in campo per ben due volte e si appresti a non farlo anche domenica, quando dovrebbe giocare all’Artemio Franchi, per la terza e quindi essere avviata verso una certa (?) radiazione, non è solo un fatto gravissimo e triste per tifosi e società sportiva. E non è solo e ennesimo elemento che cambia l’organizzazione del campionato, avvicinandolo sempre di più a un torneo falsatissimo. E neppure un (ennesimo) elemento che influenza pesantemente l’organizzazione di una società: il Siena, società già schiaffeggiata a sufficienza, vive l’ennesimo limbo per cui deve attivare in queste ore la macchina organizzativa (ad esempio la prevendita) e sportiva (calibrare gli allenamenti) pur sapendo come sia molto complicato che si scenda in campo domenica. E, comunque, già il fatto di vivere questa nuova incertezza non è certo una cosa positiva. Non basta tutto questo. Il fatto che la Pro Piacenza stia per scomparire, perché non ha la forza di far fronte agli emolumenti è una sconfitta pesantissima: certo per dirigenti per primi, poi per tifosi, giocatori, lavoratori. Non solo. Lo è per tutto il “sistema” calcio, che dimostra ancora la sua incapacità: quella di non riuscire a tamponare e prevedere queste situazioni, con i sistemi di controllo incrociati ahimè adesso così semplici. Non in Italia, però: del resto siamo il paese capace di fare un campionato a 19 squadre in maniera autonoma, come fosse il torneino dei giardinetti. Che, almeno, aveva regole precise e rispettate da tutti: dove non arrivavano le braccia del portiere era “alto”, se la palla sfiorava la maglietta messa al posto del palo non era gol. Fine.

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