Cambio (con chiosa finale)

E’ curioso osservare come questa città, ancora, non abbia capito che qualcosa è cambiato. Non sto parlando del cambio di colore in Palazzo Pubblico, ma di un cambiamento ancora più epocale e avvenuto a prescindere dalle elezioni. Mi sono sforzato di scriverlo in “tempi non sospetti”. Fermo restando tutte le responsabilità del caso (sulle quali, ancora, non vedo indagine approfondite e complete), Siena è diventata una città “normale”. Dove non ci sono più una banca e una Fondazione che facevano da cassaforte, dove rimangono bellezze e potenzialità, ma dove, come in qualsiasi altra parte del mondo, servono degli “attivatori” per permettere che queste potenzialità si esprimano al meglio. Valeva prima, vale oggi. La capacità della città (nella sua interezza) deve essere questa. Due i filoni (al momento) principali, a umile parere del vostro amato: scienze della vitta (Gsk e compagnia, Università compresa per capirsi) e turismo (con tutto il corollario relativo). E servono soluzioni in questo senso, di cui discutere certo, ma a cui poi arrivare in qualche modo, senza i “no” a prescindere (che qualche anno fa erano “si” a prescindere, peraltro). Ci sarà tempo e spazio per approfondire. Chiosa finale: occhio a respirare aria sottile, possibile che non arrivi ossigeno in mansarda e si scrivano baggianate.

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