Fra ossigeno e Abruzzo

Sarà che in montagna l’ossigeno arriva meglio al cervello, sarà che dall’alto (a volte) le cose si osservano con maggiore lucidità e ampiezza. Non riesco, però, proprio a spiegarmi come possa andare avanti anche oggi la polemica (perfino politica) su Sanremo, da ogni parte e da ogni colore. Un paese che si attricca (e si avvinghia) sui risultati e perfino sul regolamento di un Festival e su chi e come debba votare mi sembra che abbia raggiunto il suo apice (o forse il suo fondo, ma si può sempre scavare). Sommessamente ricorderei, così a braccio, che a quella stessa manifestazione hanno trionfato i Jalisse, oppure Zucchero e Vasco Rossi – che dopo e anche durante hanno venduto milioni e milioni di dischi – hanno vinto la classifica guardandola al contrario. E’ un Festival importante, ma rimane una rassegna, con i suoi pregi e i suoi difetti. Sarebbe forse il caso di tornare a argomenti un attimo più profondi e importanti per il paese (non so, il lavoro, magari?).

Più interessante, almeno per il sottoscritto s’intende, l’analisi del voto in Abruzzo. Che certamente penne più autorevoli del sottoscritto hanno già fatto. benchè complicato fare proiezioni sul nazionale è però forse scontato sottolineare come il centrodestra unito sia adesso sopra il 40 per cento e se si andasse al voto (cosa che ritengo non così lontana o almeno non lontanissima)  avrebbe il premio di maggioranza e governerebbe per cinque anni. Mentre il centrosinistra continua a leccarsi le ferite o poco più. La vera sconfitta a me sembra quella del Movimento Cinque Stelle, schiacciato fra la maggioranza virtuale (ricordo che nell’attuale Parlamento i grillini sono primissimo partito) e l’opposizione, in un “limbo” fra il governo (di oggi) e la lotta (di ieri). Per celare questa debacle, qualche attivista del Movimento vuole raffrontare questo voto a quello delle regionali di cinque anni fa: i grillini perderebbero solo un punto in questo caso. Sono convinto che in un momento in cui la politica è molto liquida sia difficile fare raffronti anche solo di anno in anno, ma teoricamente possiamo anche per prendere per buona questa analisi. Negare che il Movimento, però, sia in calo vertiginoso mi pare dura, durissima.

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