Passo dopo passo….il baratro è lì davanti

Ci sono stampa e blog (pallaalcerchio su tutti) che ci informano con dovizia e puntualità della situazione, oltretutto estremamente intricata fra pieghe dei regolamenti e delle scadenze. Io posso solo “prendere atto” di una situazione, fare la fotografia di quello che sta succedendo. E il baratro verso cui è avviata la Mens Sana Basket mi appare, ahimè, ogni giorno più vicino. E’ come se una persona intravedesse il burrone, ma fosse comunque obbligato ogni giorno a fare un passo in avanti, inesorabile, verso la fine. E’ il tempo che è tiranno, mai come in questo caso: e parlare di serie B, titolo sportivo, salvezza, prossimo campionato è, per il sottoscritto, esercizio di eufemismo. Ci sono problemi impellenti e quotidiani. Il primo fra tanti in termini di tempo? Domani chiude il mercato per una squadra che avrebbe bisogno oggettivo di qualcuno (sono rimasti quattro “grandi”). Poco male – mi si potrebbe dire – basta andare a cercare qualcuno. Poi analizzi la situazione e dici: quale giocatore avrebbe così gran voglia di venire a Siena vista la condizione (quantomeno probabili e possibili ritardi nei pagamenti degli stipendi, per dirne una) per (forse) un paio di mesi? E, soprattutto, c’è un problema ancora maggiore: senza il pagamento dei lodi la società non può tesserare nessuno. Nel frattempo le liberatorie dei tesserati, facendo un passettino indietro, relative agli stipendi di ottobre, novembre e dicembre non sarebbero arrivate e starebbe arrivando la penalizzazione di un punto (che potrebbe aumentare se le liberatorie non pervenute interessassero altri mesi oltre a dicembre e senza contare i danari di multa). Combinato disposto (penalizzazione più rosa attuale) che mette una pietra “tombale” (per usare un termine del collega Giuseppe Nigro) sulla salvezza. Andiamo, però, pure oltre, perché (si fa per dire) in qualche modo di scende in campo anche così, tralasciando la figura che ci fa il basket senese, il danno di immagine quasi indelebile (neppure avvicinato nell’anno del fallimento dell’era Minucci). Il 5 marzo ci sarebbe una “scadenzina” della Fip, di fatto non derogabile. E mi fermo qui. Finire il campionato – con retrocessione quasi scontata – potrebbe diventare un successo, dunque? Un “pannicello caldo”, perché a giugno i problemi sarebbero anche più ampi. Tralasciando tutto il resto, che pure non sono problemi di poco conto (fornitori, giovanili, staff), la soluzione quale è? Fate due conti (non serve essere dei contabili) e la risposta è lì davanti, passo dopo passo.

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