In diretta da viale Mazzini

L’assemblea di Monte dei paschi di Siena, non c’è niente da fare, regala sempre perle niente male. Uno spaccato sociale interessante e perfino ironico, benché su diverse cose ci sia ben poco da ridere. Si passa – l’ho scritto altre volte – dalla polemica tipicamente cittadina (di più, forse di quartiere e da bar), agli scenari mondiali. Per cui oscilliamo fra le (legittime, s’intende) asserzioni dei piccolissimi azionisti e le considerazioni di livello universale dei vertici. A me pare che la banca galleggi (al momento è proprio il caso di dirlo), un po’ nel mezzo fra la zavorre e le ali, a seconda dei punti di vista. Dei numeri, delle criticità e delle problematiche leggerete ampiamente sui siti online e sulla stampa (specializzata e non) di domani. Personalmente a me sono piaciute le parole del sindaco De Mossi. Non per piaggeria (non credo che un primo cittadino, peraltro, abbia bisogno di questo blog per continuare a sedere in Palazzo Pubblico), ma per un aspetto molto semplice: dalla medesima tastiera che sta or ora scrivendo, erano partite le medesime parole: che la zavorra del passato (pur presente e pur pesante e sul quale vanno accertate le responsabilità) non deve impedire di guardare al futuro. Detto questo, torniamo al faceto: oggi ho sentito Fisacche, bluebel, poesia in rima, inglesismi e neologismi, baggianate e cose molo serie. Nel contempo, il buffet di Mps è sempre ottimo.

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