Riflessioni elettorali (parte due)

A mente fredda e anche rispetto alla prima riflessione di ieri, ci sono altre considerazioni da fare sulle ultime elezioni europee e amministrative. Di certo la Lega è avanzata dappertutto, anche in provincia di Siena e nel capoluogo. Di certo il Movimento Cinque Stelle ha avuto un crollo: cinque anni fa c’era l’aspirazione di conquistare qualche comune, quest’anno fra mancate presentazioni, consiglieri persi (Monteriggioni per fare un esempio), c’è da leccarsi le ferite e poco più. Di certo il Pd non tracolla, ma neanche può tirare fuori le bandiere, guardando ai numeri. Altrettanto certo è come il centrodestra o, comunque, le liste civiche “non di centrosinistra” o alternative al Pd abbiamo ottenuto poco: Pienza (lista civica), Chianciano (lista civica palesemente appoggiata dal centrodestra), Casole d’Elsa (lista civica) Piancastagnaio (lista civica),  che già erano amministrate. A Colle val d’Elsa (amministrata non dal centrosinistra, sebbene Paolo Canocchi arrivi dall’area Pci) si va al ballottaggio fra centrosinistra e centrodestra (anche qui il M5s quarto su cinque liste). Tutto il resto (se vogliamo escludere Murlo, dove il candidato di “bandiera” non è certo sostituito da un sindaco di centrodestra….) rimane dove era, con risultati abbastanza clamorosi che in alcuni casi magari non sovvertono, ma cambiano la tendenza avuta nella medesima giornata nelle urne “europee”. Anche in situazioni che parevano in equilibrio, bilico oltretutto che pareva uscire rafforzato dal voto per il Parlamento Europeo. Cosa significa? Tutto e niente. Di certo che ogni situazione ha una propria storia e che soprattutto nelle amministrative, a parere mio, conta il contatto diretto con i territori, la capacità (appunto) di saper amministrare, che va oltre anche alle targhe politiche. Il voto nazionale influenza fino a un certo punto, in un senso o nell’altro: poi c’è da fare il sindaco, in sostanza, per trecentosessantacinque giorni all’anno e per ventiquattro ore su ventiquattro (o quasi). Tirando le somme, quindi, al momento di Luigi De Mossi da queste parti ce n’è uno solo. E ci sono da fare diverse riflessioni, anche in quelli che cantano vittoria, perché alcuni risultati, pur avendo riportato la vittoria finale, non sono così positivi, soprattutto in prospettiva. La lungimiranza, ahimè, non pare far parte della politica attuale, di qualsiasi colore sia.

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