Chiusi periferia bene di Roma?

Già il fatto che il sindaco di una cittadina di qualche migliaia di abitanti riesca a riempire una pagina di un quotidiano come “Il Tempo” o sia protagonista di un format come “L’abitacolo” di Franco Bechis mi appare una notizia. Ascoltando o leggendo (qui) quello che Juri Bettollini dice durante la lunga intervista, però, mi pare di poter fare alcune considerazioni.Credo che ruolo di un amministratore sia al tempo stesso di una difficoltà e di una semplicità estreme: difficile, difficilissimo perché si è, comunque e dovunque, al centro della bagarre burocratica (qualsiasi problema ti viene recapitato) e politica (qualsiasi polemica ti viene recapitata) continua; semplicissimo perché – e lo si evince dalle parole del primo cittadino di Chiusi – alcuni problemi hanno (forse meglio dire avrebbero) soluzioni dietro l’angolo, basterebbe “semplicemente” utilizzare il buonsenso. La vera criticità è probabilmente equilibrarsi fra questi due mondi: avere la capacità, cioè, di provare a risolvere questioni anche non tipiche del proprio ruolo e riuscire a spogliarsi del proprio colore politico. A me è piaciuta molto – al di là delle altre considerazioni, pure da sottolineare – l’idea di fare di Chiusi la “periferia bene” di Roma: servizi, qualità della vita, cultura del mangiar bene e sostenibilità a un passo dalle opportunità della Capitale. Difficile? Forse. Non impossibile. Con un po’ di buonsenso, per l’appunto…

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