Una festa italiana

Non penso di essere in possesso degli strumenti culturali per recensire un libro, tanto meno se l’autore si chiama Duccio Balestracci e se l’argomento è “Il Palio di Siena”. La lettura di questa opera, tuttavia, è stata talmente piacevole, scorrevole e divertente che voglio utilizzare questo spazio (che come al solito sarà aggiornato poco…e male in questa settimana) proprio alla vigilia della Carriera di agosto per parlarne un po’. Una delle (tante) cose che mi ha colpito durante la lettura de “Il Palio di Siena, una festa italiana” (edito da Laterza, 306 pagine) è la capacità che ha avuto il professore (mi pare di aver capito che per qualche altra settimana lo posso ancora chiamare così…) non solo di narrare con semplicità una storia particolarmente complessa e intrigata come quella di Siena, delle Contrade e del Palio; bensì anche di saper attualizzare tante problematiche del “Palio di oggi”, saperle contestualizzare e cristallizzare attraverso gli archivi della storia. Il libro non ha bisogno della pubblicità di questo blog, ma, visto che andiamo incontro a quattro giorni particolari per la città e per i suoi cittadini, mi permetto di dare un consiglio: leggetelo. Soprattutto se in questi giorni avete intenzione di dare giudizi su (vado un po’ a caso): protocollo equino, cazzotti, scelte dei capitani, strategie dei fantini, sicurezza, esclusione dei cavalli migliori, rapporto fra Palio e turismo, attacchi interni e esterni, alcool, tutela del Palio, fake news, influenze della politica, sicurezza, forze dell’ordine, nerbate, violenza e molto altro. In generale a me non piace chi trancia giudizi su questo o su quello, mi piacciono le persone che si fanno domande e fanno sorgere dubbi. Partendo, magari, da quello che è stato il passato. Almeno, infatti, prima di propinarci la vostra versione dei fatti su tutto e tutti, leggete quello che è realmente accaduto, che è documentato e che non è solo nella vostra mente. Nel volume, infatti, si ricostruisce tutto quello che c’è dietro a aspetti che nel presente ci appaiono fin troppo scontati: si capisce quanto il Palio sia un gioco, ma di un’importanza vitale per i senesi e di quanti e complessi valori sia composto (e composito). Non necessariamente valori positivi (o giudicati tali): anche le piccole e grandi magagne che un sistema così complesso ha avuto e avrà. Sono quelli su cui lavorare come contradaioli e senesi, senza soloni e filosofeggiamenti aulici sulla “Siena che fu” o su “ai tempi miei”, perché non necessariamente quei tempi sono giudicabili come migliori (o peggiori).

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