Filosofeggiando? (e un ps)

Non lo nego di certo: alcune cose non le ho condivise. Una sorta di revisionismo estremista della fede, per esempio, quasi ortodosso, financo negazionista. Questioni di opinioni, s’intende. Del resto, andando ad ascoltare (per lavoro) Diego Fusaro e Antonio Socci, mi potevo aspettare neologismi filosofeggianti ed esercizi della retorica e di stile. Conoscendo più da vicino il secondo, mi sono concentrato più sul primo, del quale ho letto qualcosa (come specificato in un post precedente). Dovendo riassumere qui per forza di cose, il passaggio che mi ha fatto più riflettere è stato questo: “La globalizzazione è voluta da una parte della sinistra fucsia dei costumi, dall’altra dalla destra finanziaria del denaro. La globalizzazione è difesa dalle élite, da coloro che non vogliono la lotta di classe e impongono guerre fra poveri, come quella fra carnivori e vegani”. Naturalmente c’è stato molto altro, come detto più o meno condivisibile (non sono rimasto per lo spettacolo “Bibbiano”), ma questo passaggio mi ha colpito particolarmente. Credo fermamente, infatti, che la sinistra (in generale, tutta compresa) abbia perso troppo spesso il contatto con la realtà, abbia smesso presto di “sporcarsi le mani” fra operai vecchi (metalmeccanici) e nuovi (noi operai oberati dalle partite Iva, per esempio); e che la destra si sia piegata nell’inseguimento del capitale, dimenticando la dimensione sociale. Una corsa all’inseguimento del centro, un abbandono indulgente e un addio alla globalizzazione culturale, economica e perfino intellettuale. L’equilibrio fra battaglie legittime e condivisibili, al di là del colore che portano, è una banalizzazione estrema appiattita sul politicamente corretto è pericolosa, perché porta a quello che si vorrebbe combattere: il rifiuto e l’antipolitica. Forse per questo, ma è una domanda più che una certezza, siamo arrivati alle banalità che leggiamo e sentiamo oggi circolare negli ambienti politici. Il discorso si fa lungo.

Ps: il sindaco De Mossi ha parlato di “fine del pensiero unico” e questo ha scatenato dibattito in città. Perché non riprendere questi temi e contestualizzarli in un bel dibattito, anche fra giornalisti, cittadino? Io l’ho detto e lanciato in tempi non sospetti: dibattito approfondito e veritiero, s’intende. Io la storia la conosco. Di (quasi) tutti.

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