Il fumo negli occhi: prima i runners, ora la movida

In principio erano i runners (con la s), poi quelli che andavano a fare la spesa. Ora quelli che vanno a fare gli aperitivi, quelli che fanno la “movida”. Volete sapere come la penso? Fumo negli occhi. Per nascondere le reali responsabilità. Che sono, tanto per tornare a fare polemica, della politica. Quando i pesci da pigliare sono rimasti pochi e cominciano a sfuggire dalle mani, meglio trovare qualcosa contro cui puntare il dito: è più facile. Se i contagi dovessero risalire (speriamo di no, sarebbe un disastro economico totale), sappiamo già con chi rifarcela. I movidosi.

Intendiamoci bene. Chi fa un aperitivo accalcandosi come faceva prima di febbraio, chi non usa la mascherina e chi non rispetta la dovuta distanza è da controllare e condannare e perseguire. Senza se e senza ma. Capisco quanto siano state oberate le forze dell’ordine in questa fase, ma l’input che deve venire dall’alto (quindi dalla sopracitata politica) dovrebbe essere non fare il pelo e il contropelo all’attività commerciale che sta provando a riaprire (ben consapevoli come le norme igienico sanitarie debbano essere rispettate), bensì monitorare questi atteggiamenti.

Siamo, però, allo stesso problema di qualche settimana fa. Abdicare. Affidarsi al “buonsenso” dei cittadini. Che ci dovrebbe essere, certo. Che, però, deve essere indirizzato, incanalato, guidato attraverso precisi messaggi, chiari e trasparenti, non fumosi o assurdi (“Se vuoi bene all’Italia stai a distanza”). O controversi: ieri tutto chiuso, oggi tutto aperto. Però state attenti. Però il 3 giugno si aprono le frontiere. Riprendiamo, ma insomma state a casa. 

Certo il popolo italiano ha qualcosa di fenomenale (e io ne faccio parte, s’intende). Nel senso negativo del termine. Ci sono regole, sono troppe. Non ci sono regole, vogliamo le regole. Vengono approvare, non ci piacciono. Vengono abrogate, si stava meglio prima. Siamo speciali e ci meritiamo un governo speciale.

Ps: Ringrazio Stefano Bisi per la citazione del suo blog (leggi qui). E probabilmente farò quello che scrive….

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