Io mi sento preso. Per il c.

Si, lo so, il titolo è un po’ fortino, soprattutto per chi è abituato a leggere questo blog con una certa frequenza. Il sentimento che provo, però, in questo momento è proprio questo.  Ho sempre più l’impressione che dietro a certi provvedimenti si sia nascosta, semplicemente, incapacità. C’era da gestire una situazione molto complicata, nessuno lo mette in dubbio. Si è scelta la strada più semplice: chiudere tutto. Fine delle trasmissioni.

Non si è provato a fare un ragionamento articolato, che magari prevedesse una chiusura totale all’inizio (come imposto dalla scienza, alla quale è stato delegato tutto) e poi una serie di misure successive che permettessero di non passare, come invece abbiamo fatto, dall’emergenza sanitaria all’emergenza economica. Si è condito il tutto (complice, senz’altro, anche una parte dell’informazione: memorabile l’inseguimento con elicottero in diretta tv) con qualche minaccia e un bel po’ di terrorismo psicologico.

In questo Paese ci si dimentica troppo in fretta di tutto. E, soprattutto, non si è capaci mai di fare un passo indietro quando si sbagliano clamorosamente le valutazioni. Cosa che questo blog, nel caso, farà. Le mie previsioni le ho già fatte (qui). Non scordo, però, i catastrofismi di qualche giorno fa (per esempio questo), le “seconde ondate” che non ci sono state (e qualcuno magari ha anche sperato ci fossero, per tornare comodamente sul divano), i collassi e i morti per strada.

Nel territorio della provincia di Siena oggi si registra una nuova giornata senza contagi. Nessuno, zero. Siamo al niente. Eppure da più di due settimane abbiamo riaperto. Eppure c’è stata anche “movida” (o, almeno, questo è quello che qualcuno dei balconisti impenitenti ci ha fatto credere. Perché diciamocela tutta: siamo lungimiranti nel rispettare le misure? Allora lo siamo sempre, possiamo adottarne di altre, anche meno stringenti. Non lo siamo? Allora siamo semplicemente fortunati.

Lo capisco, il ragionamento è articolato e ampio da fare. Perfino difficile, non liquidabile in poche righe di uno scalcinato blog. Non sono io, però, a doverlo fare. Bensì chi è stato eletto o nominato per prendere decisioni (e per questo lautamente pagato). Non tutti possono far tutto? Ah ma non eravamo quelli dell’uno vale uno e della politica non come professione? Decidiamoci, una volta per tutte.

Eppure siamo ancora qui a centellinare questo e quel provvedimento. L’ho scritto altre volte: in questo blog non si istiga alla disubbidienza, ma all’utilizzo del buonsenso. Questo non toglie, però, come io mi senta preso profondamente per il culo da una politica incapace di prendere una mezza decisione seria per tre mesi e che ci ha portato al collasso economico. Che non è finito. Quello no.

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Una risposta a Io mi sento preso. Per il c.

  1. Michele Pinassi ha detto:

    Benvenuto Alessandro nel club di quelli che si sentono presi per il c…. Il sottoscritto, ad esempio, ha questa sensazione ormai da molti mesi, più o meno da metà marzo (e c’è il mio Diario della Quarantena -pubblico- a testimoniarlo). Domani a Siena arriverà l’On. Migliorino e l’On. Cenni. Tu, da buon giornalista, perché non provi a chiedere a loro cosa ne pensano?

    "Mi piace"

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