Riapre tutto (quasi)

C’è una cosa che sostanzialmente non riesco a capire. Riapre tutto: pare da metà mese si possa addirittura tornare a giocare a calcetto, quindi immagino che entro breve con qualche cautela si possa anche tornare a fare sport di contatto. Il campionato di calcio ormai alle porte (anche se leggo cose assurde, del tipo si gioca ma le panchine stanno a distanza e insomma è meglio se quando si esulta non ci si abbraccia…), ormai (più o meno) le attività imprenditoriali ripartono (sul come stendo un velo). Insomma riapre tutto. Anzi, no.

La scuola rimane un tabù. Ormai è assodato, non se ne parla neppure più, abbiamo stabilito che gli esami di maturità (per esempio) saranno in presenza ma anche no (nel senso che saranno fatti in sostanza solo gli orali) e ci rivediamo (forse) a settembre. Quel “forse” riguarda il fatto che non ci sono certezze su come, dove, quando e perché.

Non sento parlare, però, dei disagi che milioni di famiglie si sono trovate ad affrontare dal lock down in giù: e se in una prima parte dell’emergenza il sacrificio di dover lavorare (anche se magari a casa) e avere le prole a poca distanza poteva essere ritenuto financo doveroso, mi immagino adesso le immani problematiche di dover tornare fisicamente a lavoro e dover avere a che fare con un’estate “allungata”, in cui, peraltro, i nonni erano (ma non lo sono più? Boh) categoria debole e quindi non utilizzabile per il normale babysitteraggio.

Saranno domande fatte a caso, una dietro l’altra, ma non riesco proprio a capire alcuni passaggi. Sarò ignorante (non solo nel senso che ignoro) o, peggio, prevenuto ormai verso una classe dirigente/politica che poche soluzioni ha trovato e quelle poche sono confuse.

Vorrei sommessamente ricordare che oggi è l’8 giugno. La data in cui, secondo uno studio dell’Iss di fine aprile, se si fosse riaperto tutto ci sarebbero stati 151mila ricoverati in terapia intensiva. Non metto in dubbio che le misure restrittive abbiano fatto la loro parte, ma vogliamo cominciare a parlare di un pizzico di “terrorismo” utilizzato? A me pare di sì.

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2 risposte a Riapre tutto (quasi)

  1. Stefano Ricci ha detto:

    TERRORISMO e PRESI PER IL CULO sono i termini giusti!
    vorrei sottolineare che non tutto ha riaperto realmente.
    il paese campa per un buon 20% direttamnete con il turismo che è e sarà assente, DEL TUTTO. nessuno ha fatto e detto niente in proposito: assente il ministro degli esteri, ectoplasmico al limite dell’offensivo il ministro (?) del turismo (?).
    non parliamo poi delle ultime battute del direttore dell’INPS: a questo idiota chi lo paga lo stipendio (?) se non i ” furbacchioni” degli imprenditori (vai a verificare la pressione fiscale italiana….).
    L’unica cosa certa è che noi come azienda, ad esempio, non lavoriamo da fine febbraio, ed il futiro è alquanto nebuloso.
    stiamo sopravvivendo e pagando i (tanti) dipendenti grazie alla cassa (liquidità) generata dagli ultimi anni di lavoro,faticoso lavoro (in certi lunghi periodi lavoro tutti i giorni….); liquidità che noi bischeri imprenditori abbiamo deciso di lasciare in azienda per gli investimenti futuri (parte già fatti).
    per il resto mi sembra di vivere in un brutto film distopico, dove fatti di cronca locale vengono elevati a problemi di tutti, e scandali vergognosi di andazzi legislativo-politici vengono volutamente ignorati. ma questo è ua’altro discorso, meglio concentrarsi sui nostri veri problemi: senza soldi veri, aiuti veri in autunno moriremo tutti di fame.
    altro che coronavirus……..
    con sincerità
    Stefano Ricci

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