Bianco nero e …grigio

Per certi versi pare una storia tutta senese quella attuale della Robur. Una serie di passaggi sui quali la chiarezza è mancata del tutto, o quasi. La premessa è stata un mercato di gennaio abbastanza incomprensibile (o comprensibilissimo, dipende dai punti di vista), in cui la punta dell’iceberg è stata la cessione di un giocatore (Serrotti) certo costoso e attempato, ma che fino a lì aveva giocato anche le partitelle del giovedì.

Si è cominciato poi con il mancato pagamento degli stipendi di gennaio e febbraio lo scorso 16 marzo. Certo, c’era il Covid, ma diventa difficile pensare che dopo qualche giorno di lockdown i conti correnti si sia improvvisamente asciugati tanto da non permettere il pagamento di due mesi di emolumenti.

Si è proseguito con voci e indiscrezioni di alcuni mancati pagamenti. Poi, a onor del vero, è arrivato il saldo degli stipendi e anche la partecipazione ai play off che, vista la situazione, è costicchiata (si parla di una cifra superiore ai 50mila euro). Finito (come prevedibile) il calcio giocato, è cominciata la “melina”, come si diceva una volta, sulla società.

Vendo, non vendo, rimango come azionista di maggioranza (come se fosse semplice trovare un socio di minoranza che spende e non conta niente…), cedo tutta la società, iscrivo la squadra, assicuro il futuro. Primo balletto.

Secondo (e più importante) balletto: vendo a questo, vendo all’altra, non vendo a nessuno, vendo a Foresti, poi agli armeni, poi di nuovo Foresti, poi arrivano Viola e Perinetti. No, ho venduto. Anzi no, ho “scelto l’acquirente di maggioranza” (citazione).

Da 48 ore, poi, il silenzio. E le domande che marzullianamente sorgono spontanee: se si è scelto l’azionista di maggioranza (verosimilmente non in poche ore), perché non dirlo a armeni e co?  E se si è venduto, perché non dirlo? Perché chi ha comprato non si presenta? Perché se l’operazione non è ancora conclusa non si dice? Perché se c’è l’intenzione di rimanere in società e per qualche tempo non si spiega? Perché a dodici giorni dall’iscrizione non si spiega quale è la reale situazione? Perché nell’unica e stringata nota stampa (anche abbastanza incomprensibile) si è parlato di scelta dell’acquirente e non di cessione definitiva e avvenuta? Ci sarebbero altre domande, ma le riserviamo a quando (e se) ci sarà la possibilità di farle.

Intanto, aspettiamo. Un attesa grigia, più che bianconera.

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