Un’altra storia

A giudicare, come sempre, sarà il tempo. Nel frattempo, inizia un’altra storia. Quella armena, scelta dal sindaco Luigi De Mossi per il Siena calcio. L’ho detto in tempi non sospetti (ieri, per esempio, ad alcuni colleghi). A me piacciono i “salti nel buio”. Nel senso positivo del termine. Mi spiego, ovviamente secondo quelle che erano e sono gli elementi che posso valutare. L’opzione Franco Fedeli, come detto per quanto abbia potuto ricostruire, era lineare, di “ripartenza”: un progetto di calcio che avrebbe riportato (o avrebbe tentato) la Robur in serie C, lì l’avrebbe fatta sopravvivere, utilizzando fondi propri e “facendo calcio” per qualche anno. Come ha “vivacchiato”, per raccontare l’ultima esperienza, la Sambenedettese. Certo, in un periodo di crisi profonda, del calcio e dell’economia, averne di investitori che tirano fuori i soldi e masticano anche di pallone, oltretutto appoggiandosi, senza farne alcun mistero, a Lucianone Moggi (che è stato quello che è stato, ma nel calcio continua a insegnare a tutti).

Di contro, però, avere la possibilità di dar vita a qualcosa di diverso, più ambizioso da subito, nuovo, con quella sregolatezza che può avere chi non ha frequentato (o, perlomeno, lo ha fatto meno) i salotti del calcio italiano e, sempre da quanto si sa, ha potenzialità economiche importanti, oltretutto da voler allargare l’investimento ad altri ambiti della città, è qualcosa che mi regala più stimoli. Certo, è possibile che i rischi siano maggiori, che la famiglia armena faccia nel tempo altri tipi di valutazioni, al di là di quanto “controfirmato” davanti al primo cittadino.

Come filosofia, tuttavia, preferisco, almeno in certi casi, chi nella crisi cerca di fare il salto oltre l’ostacolo, per lasciarselo definitivamente alle spalle, rispetto a chi preferisce aggirarlo: magari il secondo ha qualche possibilità in più di arrivare sano e salvo alla meta, ma il primo vede un traguardo che il secondo non potrà mai agguantare.

Sarà davvero così? Non lo so, non lo possiamo sapere, ve lo potrò ridire solo fra qualche anno. Preferisco, per una volta, uscire da una sorta di “confort zone”, da un riparo sicuro dalle intemperie: espormi a una possibile tempesta, ma alla fine godermi il mare delle Maldive, rispetto a quello (con tutto il rispetto, visto lo frequento) già visto e vissuto di Castiglione della Pescaia. Siena vive una crisi (Covid) nella crisi (economica pre Covid) nella crisi (post Mps). Servono tempeste per ripartire, il quieto vivere lo abbiamo già vissuto: ed è uno degli elementi che hanno alimentato le rendite di posizione che qualcuno vuole continuare, imperterrito, a difendere.

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