San Prospero sbadiglia più triste

Già ieri, ma stamani anche di più, il quartiere di San Prospero si è svegliato più triste. Sarà stata solo una mia impressione, ma gli sguardi di coloro che ho incontrato di prima mattina oggi per le vie del “mio” quartiere mi sono apparsi velati di pianto e amarezza. La notizia della scomparsa di Giacomo Muzzi, del Bar Silvana, ha lasciato tutti attoniti. Non solo per la giovane età, non solo perché non è mai bello registrare la morte di qualcuno che conosci o comunque sai chi è. Bensì perché Giacomo era uno di quelle persone che, in qualche modo, faceva parte della routine quotidiana, così uguale eppure così piacevole. Quando, per esempio, al mattino ti recavi a prendere i giornali e il caffè: una battuta, un sorriso, con la consapevolezza che fuori poteva esserci la tempesta o il Coronavirus, lui era comunque un punto di riferimento. Quel sorriso e quella sua bonaria battuta erano magari piccole azioni, ma alle quale in qualche modo di aggrappavi per affrontare la giornata e le difficoltà quotidiane. Ci mancherà Giacomo, siamo sicuri che la sua famiglia saprà portare avanti, anche nel suo nome, il mitico Bar Silvana, un’istituzione senese vera e propria, ma rimarrà il vuoto di quel posto dietro il bancone, mancherà quella sua passeggiata caracollante e il suo saluto per le vie di San Prospero.

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