Il tranquillo battagliero

Non mi era mai capitato di intervistare un Arcivescovo. O, almeno, di farlo in questo modo, seduti a una scrivania, prendendoci il giusto tempo anche per scandire parole e frasi, per cogliere il linguaggio non verbale, le espressioni del volto, i movimenti delle mani.

Per la rivista “Noi” ho avuto l’occasione. Di ascoltare le parole di Augusto Paolo Lojudice, di riportarle sul numero che proprio in questi giorni troverete in edicola. Non potevamo pensare che proprio ieri il Papa lo nominasse Cardinale. Una casualità, una concatenazione di eventi.

Vi invito a leggere la lunga intervista, perché fra le righe (ma spero anche in esse…) penso si riesca a cogliere la “luce” che emana il nuovo Cardinale di Siena. Attento, aperto, capace di tratteggiare le sfumature di una cultura e, soprattutto, al di là di come la si pensi, di aprire le porte della Chiesa: si renderla inclusiva, anche a mondi che in passato sono stati così distanti e tabù. Le unioni civili pè solo l’ultimo di questi argomenti.

Fra le tante cose che mi ha detto e che ho provato a riportare c’è anche quella frase che ha portato poi l’editore Targetti a scegliere quel bel titolo “Il tranquillo battagliero”. Perché, alla fine, anche il Cardinale è umano e si arrabbia come tutti noi. Per Lojudice, in alcuni casi, “bisogna” addirittura farlo, quando si parla di violenza, di ultimi, di vessati, di vittime, di ingiustizia. Anche se si è, come lui, un Arcivescovo. Anzi, adesso, un Cardinale.

Ps: so benissimo che questo blog sia latitante, ma il lavoro è tanto e complesso.

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Una risposta a Il tranquillo battagliero

  1. Stefano Ricci ha detto:

    non sono d’accordo con questa agiografia.
    un prelato deve parlare di Chiesa e di teologia, essere pastore di anime e seguire i dettami del vangelo, che non sempre è buonista come tanti pensano.
    a tale proposito io credo di dover far mie alcune considerazioni del Rosso: Lojudice fa più politica che evangelizzazione.
    basta con questo progressismo qualunquista, ogniuno a casa sua per intendersi.
    il perchè te lo posso spiegare quando c’è tempo, è un discorso troppo lungo.
    quanto poi alle unioni civili, faccia il prete e non il rivoluzionario rosso.
    a me personalmente, laico, stanno bene; anche tra froci (scritto così per fare scalpore 😉 ).
    ma si finisce li.
    devo però ringraziarlo perchè ha fatto tornare i frati al convento dei Cappuccini, mettendo alle strette il padre provincile; e pare anche abbia messo in riga certi squallidi figuri della curia di una certa lobby di “tendenza(e)”.

    "Mi piace"

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